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  • » 17/02/2017, 08.52

    ARABIA SAUDITA

    Riyadh, prima donna alla guida della borsa saudita



    Si tratta di Sarah Al-Souhaimi, direttrice generale della banca di investimenti NCB Capital. È la piazza più importante della regione. Nel settore finanziario, grazie agli studi all’estero, le donne trovano maggiori spazi di affermazione sociale e professionale. 

     

    Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - Sarah Al-Souhaimi, direttrice generale della banca di investimenti NCB Capital, è stata nominata ieri presidente della Borsa saudita. Si tratta della prima donna a ricoprire un ruolo di questo prestigio nel regno ultraconservatore wahhabita. Una conquista significativa, in una nazione in cui all’universo rosa non è permesso di guidare, lasciare la casa e il Paese se non accompagnate da un parente maschio, o ancora ricevere cure mediche senza il permesso di un parente.

    Il Consiglio di amministrazione degli operatori di borsa, che riunisce rappresentanti della Banca centrale e dei ministeri delle Finanze e del Commercio, ha eletto Sarah Al-Souhaimi (nella foto) alla guida della piazza di affari più importante della regione. 

    E' la prima volta che una donna, fra le più autorevoli e conosciute del mondo delle finanze e delle banche, viene chiamata a dirigere una istituzione governativa di primo piano in Arabia Saudita.

    Nel 2014 Al-Souhaimi aveva assunto la guida di NCB Capital e, anche in questo caso, era stata la prima donna al vertice di una banca di investimenti leader nel Paese.

    In Arabia Saudita le donne sono relegate ai margini della società e solo negli ultimi anni hanno acquisito il diritto di voto attivo e passivo nell’ambito delle elezioni municipali. Tuttavia, nel settore finanziario si stanno guadagnando - seppur con molta lentezza - uno spazio importante, grazie anche agli investimenti governativi che consentono ad alcune di loro di studiare all’estero.

    Sarah Al-Souhaimi guiderà la principale borsa del mondo arabo, in un momento cruciale per questa istituzione che si prepara alla quotazione; l’obiettivo è l’ottenimento di uno statuto di mercato emergente, nel contesto degli indici mondiali MSCI.

    Anche questa nomina si inserisce nel solco di un lento, ma progressivo e auspicato cambiamento delle società arabe, e in particolare quella saudita, nei confronti della donna, secondo molti il vero “pilastro” da opporre al fondamentalismo islamico. Nel settembre scorso migliaia di saudite hanno firmato una petizione per chiedere la fine della tutela maschile. 

    Nel 2011 il defunto re Abdullah bin Abdul Aziz ha stabilito la possibilità per le donne di candidarsi ed eleggere proprie rappresentanti (nelle elezioni municipali del 2015), dopo una protesta nata sui social media in cui la popolazione femminile chiedeva di poter esprimere il diritto di voto. Il re ha anche concesso alle donne di soggiornare negli hotel senza una lettera del coniuge, decisione che ha reso più facile spostarsi per affari. Egli ha nominato la prima donna vice ministro, ha aperto la prima università mista ed eliminato i commessi maschi dai negozi di intimo da donna e nelle profumerie.

    Il re Salman, succeduto nel gennaio 2015, ha mantenuto le concessioni del fratellastro.

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