23 Agosto 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 13/01/2016, 00.00

    GIORDANIA

    Sacerdote giordano: Dopo il sostegno del papa, la comunità internazionale ci aiuti per i profughi



    Per p. Rifat Bader il Paese è un modello di convivenza fra cristiani e musulmani. Per l’Anno della Misericordia iniziative benefiche aperte a tutti. Musulmani e cristiani fanno a gara “per aiutare” i rifugiati. Dai cristiani irakeni e una “enorme testimonianza” di fede. Il Coordinamento Terra Santa è in Giordania, dopo aver visitato Gaza e Betlemme.

    Amman (AsiaNews) - “Le parole di papa Francesco sono fonte di incoraggiamento per noi e un duplice messaggio alla comunità internazionale: siate come la Giordania, che mantiene aperte le porte ai rifugiati ma, al tempo stesso, aiutate il Paese nell’opera di assistenza e aiuto. Perché queste porte rimangano sempre aperte”. È quanto afferma ad AsiaNews p. Rifat Bader, direttore del Centro cattolico per gli studi e i media di Amman, commentando le parole di elogio rivolte nei giorni scorsi dal pontefice alla Giordania, durante il discorso al corpo diplomatico presso la Santa Sede. “Il nostro Paese - aggiunge - è un modello di convivenza e dialogo grazie a una leadership saggia, i cristiani non sono perseguitati e la fede non costituisce un pretesto per conflitti e violenze”. 

    Fra i gesti avviati dalla Chiesa vi è il “Ristorante della misericordia”, promosso da Caritas Jordan e che, da fine dicembre, “offre un pasto gratuito a 500 persone bisognose, sia rifugiati che cittadini in difficoltà”. Un'iniziativa, aggiunge il sacerdote, che si inserisce nel solco delle opere attuate rispondendo alla chiamata del papa in occasione dell’anno giubilare. “È un simbolo di ciò che fa la Chiesa - afferma - e ne siamo orgogliosi”. 

    P. Rifat riferisce che “non si fanno differenze di religione” nell’aiutare i profughi, siano essi cristiani o musulmani, sempre nel solco della politica delle “porte aperte” promossa nel Paese e che fonte di “orgoglio, ma anche una responsabilità”. Fra gli altri esempi di aiuto, le borse di studio (finanziate dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana) che “permettono a 2500 studenti, anche in questo caso cristiani e musulmani, di andare a scuola”. 

    Secondo fonti delle Nazioni Unite, in Giordania vi sono almeno 600mila rifugiati; per Amman la cifra è ancora superiore e pari a 1,4 milioni, circa il 20% del totale. Un quinto dei rifugiati vive nei campi profughi di d’Azraq et Zaatari, nel nord, mentre la grande maggioranza è nelle città. Per quanto concerne i profughi cristiani irakeni, giunti nell’estate del 2014 in seguito all’avanzata dello Stato islamico (SI) a Mosul e nella piana di Ninive, vi è la Caritas locale in prima fila nell’opera di assistenza.

    Fra i vari centri che offrono riparo e accoglienza vi è quello di Nostra Signora della Pace ad Amman, diretto da p. Ala Nadim Alamat. “Musulmani e cristiani in Giordania - spiega il sacerdote  - fanno a gara per aiutare i profughi irakeni, che sono fuggiti dalla barbarie e dagli attacchi di Daesh [acronimo arabo per lo Stato islamico]. I cristiani giordani hanno poi la possibilità di incontrare i cristiani d’Iraq che hanno dovuto lasciare tutto ciò che avevano alle spalle, eccettuato la loro fede in Gesù. E noi vogliamo ringraziare il Signore per questa enorme testimonianza”, perché essi sono una “occasione di fede, di incontro e di arricchimento personale”.

    In questi giorni è in Giordania il Coordinamento delle Conferenze Episcopali per il sostegno alla Chiesa in Terra Santa (Coordinamento Terra Santa). La visita annuale, iniziata il 7 gennaio scorso, si concluderà domani. La delegazione di vescovi e prelati ha incontrato nei giorni scorsi la Società di St. Yves, a Betlemme, approfondendo a controversia relativa alla valle di Cremisan, compresa l’area di Beir Onah. Per l’occasione, il coordinamento ha incontrato alcuni proprietari le cui terre sono state confiscate in vista della costruzione del Muro di Separazione. 

    La delegazione, composta da prelati europei, nord-americani e sudafricani, oltre che da diversi rappresentanti ecclesiastici e laici di organizzazioni cattoliche, ha fatto tappa a Gaza e, in questi giorni finali della visita, la Giordania fra i campi profughi. L’obiettivo è testimoniare l’impegno della Chiesa verso le comunità di Terra Santa e di tutto il Medio oriente.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    24/05/2014 VATICANO -TERRA SANTA
    Papa: in Giordania, "Un Paese impegnato per la pace" e che "rispetta la libertà religiosa"
    Giunto ad Amman, papa Francesco sottolinea l'accoglienza che il Paese offre a tanti rifugiati, compresi quelli della Siria, "sconvolta da un conflitto che dura da troppo tempo". "Con dolore constato la permanenza di forti tensioni nell'area medio-orientale". "Un saluto carico di affetto alle comunità cristiane che, presenti nel Paese fin dall'età apostolica, offrono il loro contributo per il bene comune della società nella quale sono pienamente inserite".

    10/03/2015 MEDIO ORIENTE - ISLAM
    Stato islamico: numeri, economia, alleanze e organigramma del movimento jihadista (scheda)
    Gli islamisti controllano 25 province (Wilayat) fra Siria, Iraq, Libia, Yemen, Algeria, Arabia saudita, Egitto, Afghanistan e Pakistan. Almeno 80mila persone sono ricollegabili al gruppo jihadista, ma vi è incertezza sui numeri. Vendita di petrolio, reperti archeologici, sequestri e tasse le modalità di sostentamento. L’uso sistematico delle nuove tecnologie.

    14/05/2010 LIBANO – TERRA SANTA
    Mons. Sabbah: il “martirio” dei cristiani, schiacciati dal confronto fra Occidente e Oriente
    In vista del Sinodo dei Vescovi del Medioriente, il Patriarca emerito di Gerusalemme parla dell’avvenire dei cristiani nella regione. Egli esorta i fedeli a non “fuggire la storia”. I problemi dei cristiani risalgono alla Prima guerra mondiale e al confronto scontro fra occidente e oriente. Mons. Sabbah chiede al mondo musulmano un passo concreto nella direzione del dialogo e della convivenza.

    09/09/2016 11:37:00 GIORDANIA - MEDIO ORIENTE
    Chiese del Medio Oriente: Basta vendere armi, vinca la pace

    Ad Amman si è conclusa la XI Assemblea generale del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente (Mecc). I leader cristiani lanciano un appello contro la vendita di armi e per il sostegno ai profughi di Mosul. ai musulmani il compito di collaborare alla creazione di un ambiente sicuro. La Giordania esempio di libertà religiosa.



    03/04/2017 10:53:00 TERRA SANTA
    La “piccola presenza cristiana” in Terra Santa ha bisogno del sostegno di tutta la Chiesa

    Le offerte raccolte saranno inviate a sostegno della comunità di Terra Santa. Con le crisi in Medio Oriente e le persecuzioni dei cristiani aumentano le spese “straordinarie” e la Colletta non basta. L’appello del prefetto della Congregazione per le Chiese orientali per la “piccola presenza cristiana in Medio Oriente” che “bisogno di sentire il sostegno e la vicinanza di tutta la Chiesa”. Il Custode: “amore per le pietre vive della Terra Santa”.





    In evidenza

    RUSSIA-VATICANO
    Il card. Parolin a Mosca: l’Ostpolitik che vince le diffidenze

    Vladimir Rozanskij

    A tema un incontro fra papa Francesco e il patriarca Kirill, non a Mosca, ma in qualche luogo santo dell’Oriente cristiano, o a Bari. Una conferenza internazionale sul futuro di Ucraina e Crimea. L’impegno per i cristiani e la pace in Medio oriente.


    LIBANO-M. ORIENTE-VATICANO
    Patriarchi cattolici d’Oriente: Il genocidio dei cristiani, un affronto contro tutta l’umanità

    Fady Noun

    Colpite da guerre, emigrazione e insicurezza, le comunità cristiane si sono ridotte ormai a un “piccolo gregge” nell’indifferenza internazionale. Un appello a papa Francesco e alla comunità internazionale. Cattolici e ortodossi condividono gli stessi problemi. La fine dei cristiani in Oriente sarebbe “uno stigma di vergogna per tutto il XXI secolo”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®