21/04/2010, 00.00
COREA
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Seoul, arrestati due sicari inviati a uccidere Hwang Jang-yop

di Joseph Yun Li-sun
L’87enne ex Segretario del Partito dei lavoratori di Pyongyang, fuggito tredici anni fa dal regime, è in costante pericolo di vita: i due avrebbero dovuto “tagliargli la gola”. Fonti di AsiaNews in Corea: “Dopo l’affondamento della Cheonan, questo incidente dà una scusa al Nord per non andare ai colloqui a sei sul disarmo”.

Seoul (AsiaNews) – Il governo di Seoul ha sventato un complotto ordito dalla Corea del Nord teso a uccidere Hwang Jang-yop, 87enne ex Segretario del Partito dei lavoratori di Pyongyang, fuggito tredici anni fa dal regime e da allora fortemente critico contro le politiche di Kim Jong-il e del suo governo. Secondo un portavoce della “Casa Blu”, sede dell’esecutivo sudcoreano, sono stati infatti arrestati due sicari inviati dal Nord per uccidere l’esule.

La missione dei due nordcoreani era eliminare “il più alto in grado” nella scala della dissidenza dal Nord. Gli inquirenti del Sud hanno incriminato i due dopo aver scoperto la trama durante interrogatori di routine a rifugiati dal Nord: i due - di cui non è stata resa nota l’identità e che vengono chiamati dai media Kim e Tong - erano entrati in Corea del Sud all'inizio di quest’anno dalla Thailandia, chiedendo lo status di rifugiati.

Agli agenti sarebbe invece stato dato l’ordine da Pyongyang di individuare e seguire Hwang, in attesa dell’ordine di ucciderlo. Questo sarebbe arrivato alla fine del marzo scorso: gli agenti del servizio segreto di Pyongyang avrebbero contattato i due per comunicare loro di “tagliare la gola del traditore”. Il regime stalinista non ha mai nascosto l’odio nei confronti di Hwang: soltanto due settimane fa, un dispaccio ufficiale lo ha definito “un rifiuto umano”.

L’offesa è stata scatenata da un’intervista che il dissidente ha concesso al nipponico Asahi Shimbun, in cui sottolinea che la Corea del Nord “non abbandonerà mai il proprio programma nucleare”, ma ha aggiunto che la dittatura di Pyongyang “non ha alcuna intenzione di lanciare la bomba atomica. Questa viene usata soltanto per ricattare il resto del mondo”.

Hwang vive sotto strettissima protezione: durante i suoi discorsi contro il regime del Nord, non beve neppure un bicchiere d’acqua per paura che sia avvelenata. Dopo la sua fuga - che a suo dire è stata provocata “dalle terribili politiche economiche di Kim Jong-il, che ha condannato a morte il suo popolo” - la famiglia del dissidente è stata condannata al lager. L’ex segretario respinge le accuse al mittente: “Io non ho tradito. A farlo è stato Kim”.

Secondo fonti di AsiaNews in Corea, “l’arresto arriva in un momento in cui i rapporti fra i due Paesi sono molto tesi. Da una parte c’è l’affondamento di una nave del Sud, la Cheonan, che ha provocato decine di vittime lo scorso mese e che molti attribuiscono a un siluro di un sommergibile del Nord. Dall’altra i colloqui a sei sul disarmo nucleare, a cui Kim non vorrebbe partecipare per non essere messo alle strette. Questo arresto gli darà una scusa ottima per disertare di nuovo il tavolo”.

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