27/06/2006, 00.00
Corea del Sud – Corea del Nord
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Seoul annuncia la revoca degli aiuti al Nord in caso di crisi missilistica

di Theresa Kim Hwa-young

Il governo sudcoreano non ha intenzione di ignorare le minacce di Pyongyang, mentre Washington installa nelle basi giapponesi i missili Patriot per la contraerea. Il ministro degli Esteri di Seoul in Cina per cercare una soluzione diplomatica congiunta.

Seoul (AsiaNews) – Il governo sudcoreano sta prendendo in considerazione "diverse misure, chiare ed inequivocabili" per trattare con Pyongyang riguardo la crisi scatenata dal temuto piano di testare dei missili a lunga gittata puntati verso il Giappone e gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato ieri il ministro per gli Affari esteri ed il Commercio, Ban Ki-moon, durante una sessione dell'Assemblea nazionale.

Nel corso del suo intervento, Ban ha riconfermato la predisposizione del governo a "unire in maniera indissolubile al test missilistico il piano assistenziale nei confronti della popolazione nordcoreana". "Il nostro ministro dell'Unificazione – ha spiegato – ha già detto che sarà difficile continuare ad assistere il Nord se questo lancia il suo missile. Credo che la sua posizione sia quella del governo intero".

"Al momento – ha aggiunto il ministro in Parlamento – siamo in stretto contatto con le nazioni collegate a questa crisi: Seoul non ha intenzione di ignorare l'atteggiamento della Corea del Nord e continuare a fare come se nulla fosse". Ban ha sottolineato che le nazioni coinvolte – Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone – stanno "esercitando in maniera congiunta i loro sforzi diplomatici per evitare il peggio".

Fra gli sforzi, è prevista la possibilità di pubblicare un documento congiunto che chieda a Pyongyang di interrompere ogni tipo di test. La stessa mossa venne adottata nel 1998, durante la crisi missilistica con il Giappone che mise in seria difficoltà le trattative diplomatiche di Pyongyang con il resto del mondo.

Il ministro ha parlato poche ore prima la sua partenza per Pechino, la prima visita dal 1998, dove cercherà con il governo cinese una strategia comune per gestire la crisi. Ban – che ha descritto la Cina come "un alleato chiave per la soluzione pacifica della crisi" – rimarrà nella capitale cinese per due giorni, durante i quali si incontrerà con Li Zhaoxing, la sua controparte cinese, e Tang Jiaxua, Consigliere di Stato.

Da parte loro, Tokyo e Washington hanno raggiunto un accordo militare che permette al governo Usa di installare nelle proprie basi giapponesi i missili Patriot, i migliori al mondo per la contraerea.

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