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  • » 20/11/2014, 00.00

    ISRAELE-PALESTINA

    Soldati israeliani pronti a demolire le case dei palestinesi autori degli attacchi

    Joshua Lapide

    Distrutta ieri la casa di Abd al-Rahman al-Shaludi, a Silwan. Consegnato l'ordine di demolizione per le case delle famiglie di Ibrahim al-Akkari, Muhammad Jaabis e Mutaz Hijazi. "la violenza genera violenza". B'Tselem: Errato punire persone innocenti solo perché parenti degli autori di violenze. Haaretz: Le case dei terroristi israeliani rimangono intatte. La giustizia selettiva non è giustizia, ma vendetta.

    Gerusalemme (AsiaNews) - Le famiglie dei palestinesi autori degli attacchi terroristi di queste settimane hanno ricevuto la notizia che le loro case saranno distrutte. Ieri è stato firmato l'ordine di demolizione per le famiglie di Ibrahim al-Akkari  e Muhammad Jaabis - entrambi responsabili di aver guidato la loro auto contro dei pedoni israeliani - e di Mutaz Hijazi, che ha ferito il rabbino estremista Yehuda Glick, che vuole requisire per gli ebrei la spianata delle moschee. Tutti gli attentatori sono stati uccisi dalla polizia.

    Stamane all'alba, i soldati hanno consegnato l'ordine di demolizione alla vedova di Akkari, comunicandole che essa ha 48 ore per appellarsi contro la distruzione.

    Ieri è stata distrutta la casa dei familiari di Abd al-Rahman al-Shaludi, a Silwan (v. foto). Shaludi è responsabile di aver guidato l'auto contro dei pedoni lo scorso 22 ottobre, uccidendo due israeliani.

    "Gli occupanti israeliani - ha detto la madre di Shaludi - vogliono distruggere la nostra famiglia e renderci degli sfollati. Essi pensano che distruggendo le case dei martiri potranno fermare il popolo di Gerusalemme e Palestina, ma la violenza  genera violenza".

    Attivisti per i diritti umani criticano questa politica israeliana delle demolizioni, praticata un tempo dai britannici durante il loro mandato in Palestina e usato poi da Israele nella West Bank e Gaza. Da giugno, il governo di Netanyahu ha deciso di applicarlo anche in Israele, come deterrente contro il "terrorismo". Ma a quanto pare le demolizioni hanno portato a una escalation delle violenze reciproche.

    Giorni fa il gruppo israeliano B'Tselem ha condannato il metodo delle demolizioni come "fondamentalmente sbagliato" perché contrario a "standard morali di base, dato che punisce gente solo a causa delle malefatte di altri".

    Proprio oggi, Asher Schechter, editorialista di Haaretz, fa notare che queste misure punitive "sono riservate solo alle famiglie dei palestinesi". Infatti "le case dei terroristi israeliani che hanno bruciato il ragazzo palestinese Mohammed Abu Khdeir rimangono intatte... Il punto è che la giustizia selettiva non è giustizia: è vendetta".

     

     

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