24 Giugno 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 14/08/2008, 00.00

    IRAN

    Via libera dai mullah per uccidere Shirin Ebadi?



    La denuncia prende spunto dall’accusa lanciata da fonti ufficiali che il premio Nobel per la pace sia divenuta Bahai. Ciò, per il Codice penale iraniano, la rende meritevole di morte e chi la uccidesse non verrebbe punito.
    Teheran (AsiaNews) - E’ in pericolo la vita di Shirin Ebadi, l’iraniana premio Nobel per la pace nel 2003, finora impavida nel denunciare l’oppressione dei diritti umani nel suo Paese. L’allarme viene da Rooz, sito di esuli iraniani, che lo desume dalla “denuncia” fatta giorni fa dall’agenzia ufficiale Irna, che la Ebadi e sua figlia, studente nella McGill University in Canada, stanno aderendo ai Bahai. I Bahai sono un gruppo religioso considerato una sorta di eresia islamica e perseguitato.
     
    L’accusa, secondo Rooz, è una trappola che in realtà nasconde il disegno di provocare la morte della donna o, quanto meno, di spaventarla a tal punto da farle cessare la sua attività a favore dei diritti umani, o lasciare il Paese.
     
    La spiegazione viene data sulla base del Codice penale iraniano. L’articolo 226 prevede che l’uccisione di una persona è sottoposta al 'Ghesas', ossia alla punizione dovuta, “solo se la vittima non era meritevole di morte sulla base della Sharia, e se la vittima meritava la morte, l’assassino deve provarlo in tribunale”. Ora, come è noto, per la legge islamica l’apostata, ossia chi abbandona l’islam, merita la morte. E la conversione alla fede Bahai pone la Ebadi in tale condizione.
     
    Non basta. Un’appendice dell’articolo 295 dello stesso Codice prevede che se una persona ne uccide un’altra in quanto sospetta che la vittima meriti la morte, e ciò è provato in tribunale, qualora in seguito si chiarisca che non lo meritava, l’assassinio è considerato accidentale (colposo) e l’autore deve pagare solo il “debito di sangue”, ossia risarcire la famiglia. Se invece l’assassino prova che la vittima meritava la morte, non deve pagare neppure il “debito di sangue” e non va incontro ad alcuna pena.
     
    E’ alla luce di tali norme che l’articolo deduce in primo luogo che “vogliono convincere forze ignoranti della necessità di uccidere Shirin Ebadi. Ogni musulmano che le toglie la vita non sarà punito e forse andrà in paradiso”. In secondo luogo”vogliono spaventarla perché abbandoni ogni attività a favore dei diritti umani o anche lasci il Paese”.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    22/12/2008 IRAN
    L’Iran chiude il Centro per la difesa dei diritti, del nobel Shirin Ebadi
    Il Centro voleva celebrare i 60 anni della Dichiarazione Onu dei diritti dell’uomo. La polizia minaccia e percuote i presenti e sequestra le telecamere. Secondo Human Rights Watch è “una sfida” all’intero movimento mondiale per i diritti. Preoccupazione per la sorte del premio Nobel.

    07/07/2010 IRAN
    Iran: la minoranza bahai nel mirino del regime iraniano
    Lo scorso 26 giugno, a Ivel, villaggio della provincia di Mazandaran, 50 case di fedeli bahai sono state demolite, tra l’indifferenza delle autorità locali. L’incidente non è il primo che colpisce la più numerosa delle minoranze religiose dell’Iran. La comunità, considerata eretica dalle autorità sciite iraniane, è perseguitata fin dalla rivoluzione islamica del 1979.

    27/10/2010 IRAN
    In aumento i casi di amputazione delle mani in Iran
    Negli ultimi mesi sette persone sono state vittime di tale pratica, per “dare l’esempio” agli altri detenuti. A un anno dall’annuncio da parte del parlamento di una legge per eliminare le condanne all’amputazione e alla lapidazione.

    18/11/2009 IRAN
    Teheran, cinque condanne a morte per le rivolte antigovernative
    Secondo il Dipartimento di giustizia essi sono membri di “gruppi terroristi e dell’opposizione”. Per altre 81 persone pene detentive che variano dai sei mesi a 15 anni. I processi si sarebbero svolti “alla presenza dei legali” degli imputati.

    27/05/2009 IRAN
    Teheran ferma il boia: sospesa l’impiccagione di un minorenne
    Mahmoud Hashemi Shahrudi, oggi 20enne, all’epoca dei fatti era minorenne. Il tribunale ha sospeso la pena e chiede la revisione del caso. Nelle carceri iraniane vi sono altri 130 condannati a morte per un crimine commesso in minore età.



    In evidenza

    VATICANO
    Papa: le Chiese d’Oriente, vivaci malgrado persecuzioni e terrorismo



    Ricevendo i partecipanti all’assemblea della “Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali” Francesco raccomanda la formazione del clero. “Non dimentichiamo che in Oriente anche ai giorni nostri, i cristiani – non importa se cattolici, ortodossi o protestanti – versano il loro sangue come sigillo della loro testimonianza”.


    CINA-GERMANIA
    L’ambasciatore tedesco chiede alla Cina la liberazione di mons. Shao Zhumin



    In una dichiarazione ufficiale sul sito dell’ambasciata, Michael Clauss chiede che al vescovo di Wenzhou, sequestrato, sia data piena libertà di movimento. Preoccupazioni espresse anche per le bozze dei nuovi regolamenti sulle attività religiose, che decretano la fine delle comunità sotterranee. E’ la prima volta dopo un decennio che un ambasciatore europeo chiede la liberazione di un vescovo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®