28/12/2020, 09.03
CINA
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Zhang Zhan, blogger a Wuhan, condannata a quattro anni di carcere

Colpevole di aver creato “disordini”, ha raccontato l’emergenza pandemia a Wuhan. Per il suo avvocato, la giornalista ha subito torture in prigione. Tanti i reporter colpiti per aver parlato dell’emergenza sanitaria. Registrati nuovi casi di contagio: le autorità reintroducono restrizioni per le festività.

Shanghai (AsiaNews/Agenzie) – La Corte distrettuale di Pudong ha condannato oggi la giornalista indipendente Zhang Zhan a quattro anni di carcere. La 37enne blogger è stata dichiarata colpevole di aver “creato disordini”. Arrestata in maggio per aver raccontato l’emergenza Covid-19 a Wuhan (Hubei), epicentro della pandemia, la reporter ha assistito al processo su una sedia a rotelle.  Secondo il suo avvocato, le precarie condizioni di salute sono il risultato delle torture subite in carcere.

Zhang Zhan ha respinto ogni accusa nei suoi confronti e in settembre ha iniziato uno sciopero della fame. Il suo legale denuncia che ella è alimentata con la forza per mezzo di un sondino gastrico. Per evitare che si strappi i tubi per l’alimentazione, la giornalista ha raccontato a Zhang Keke di venire incatenata e legata al letto, anche 24 ore al giorno.

Nella sua ultima diretta streaming su YouTube, postata il 13 maggio, Zhang ha parlato della perdita di posti di lavoro a Wuhan, delle difficoltà dei tassisti locali in assenza di clienti e delle intimidazioni che la popolazione subiva dalla polizia urbana (Chengguan).

Nei suoi post, la blogger è stata spesso critica con il governo per la gestione della crisi sanitaria. Per gli inquirenti, Zhang ha diffuso false informazioni sul coronavirus attraverso piattaforme web come WeChat, Twitter and YouTube, oltre ad aver accettato di essere intervistata sull’argomento da media stranieri.

Zhang ha raccontato anche le storie di altri giornalisti indipendenti arrestati a Wuhan. Secondo Reporter senza frontiere e il Comitato per la protezione dei giornalisti di New York, il governo cinese è quello che quest’anno ha imprigionato più giornalisti. Per i ricercatori, il peggioramento della situazione in Cina è dovuto all’adozione di leggi d’emergenza contro la pandemia che hanno ristretto in modo ulteriore la libertà di stampa. 

Diversi governi stranieri e molti osservatori hanno messo in dubbio la trasparenza del regime cinese sull’origine e lo sviluppo del coronavirus. Da mesi le autorità locali dichiarano di aver sconfitto la pandemia, esaltando la ripresa economica del Paese. Negli ultimi giorni si sono registrati però nuovi casi di contagio in alcune province e a Pechino. Ai cittadini è stato ordinato di non muoversi dalla propria regione durante le feste di fine anno e il Capodanno lunare del mese prossimo. Introdotte anche restrizioni all’uso dei mezzi pubblici.

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