13/04/2007, 00.00
CINA - GIAPPONE
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Applausi e simpatia per Wen, mentre si parla di economia e forze armate

Oggi il premier cinese si incontra con la gente comune a Kyoto. Ha insistito sulla collaborazione concreta, come modo di riprendere una storia vecchia 2mila anni. Gli interessi comuni dei due Paesi sono grandi, mentre riprende anche una collaborazione militare.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Oggi, ultimo giorno in Giappone, il premier cinese Wen Jiabao è andato a Kyoto per un fitto calendario di incontri con la gente della strada e per ammirare i ciliegi in fiore. Commenti entusiasti di stampa ed esperti, ma, più dei risultati, il vero evento rimane la prima visita di un leader cinese dopo il 2000.

All’università Ritsumeikan ha incontrato gli studenti, ha raccontato che da giovane amava il baseball (molto popolare in Giappone) ed è sceso in campo per una breve esibizione. Ha visitato una fattoria e preso il tè in una sala dell’ex palazzo imperiale di Kyoto. A persone incontrate per caso ha raccontato che la madre si è congratulata per telefono per il discorso alla Dieta. In questi incontri informali con la gente, che sono peraltro apparsi ben orchestrati (a Ritsumeikan ha indossato una tuta da baseball dell’università con scritto dietro il suo nome; la stanza del tè era adornata con scritte nelle due lingue significanti “rispetto reciproco”), ha sottolineato l’importanza dell’incontro tra persone come via per riprendere una storia comune di oltre due millenni.

Ieri parlando alla Dieta ha ricordato episodi di grande umanità tra le due popolazioni, pur dopo una guerra atroce. Oltre 5mila orfani giapponesi rimasti in Cina dopo la guerra sono stati adottati da famiglie cinesi. Il suo discorso è stato interrotto più volte dagli applausi e ha ricevuto un’acclamazione finale. Ha insistito che le differenze “sono non molto importanti a fronte degli interessi comuni”, invitando a “non continuare l’odio ma a costruire un futuro migliore”. Wen si è definito un “rompi-ghiaccio”, ma ha ammesso che rimangono molte questioni da risolvere e che “c’è bisogno di più tempo”. Alla Dieta ha ricordato le sofferenze del popolo cinese per l’occupazione giapponese ed ha auspicato che Tokyo faccia seguire “azioni concrete” alle scuse offerte dai suoi leader. Ci sono state proteste di piccoli gruppi di manifestanti, che hanno ricordato le persecuzioni di uighuri, membri del Falun Gong e nel Tibet e la violazione dei diritti umani in Cina.

Entrambi gli Stati hanno grande utilità a migliorare i rapporti. Il Giappone ha bisogno che Pechino non si opponga alla richiesta di un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza Onu.

Ieri Wen, durante un pranzo della Federazione del Commercio del Giappone, ha invitato gli imprenditori ad avere più fiducia nella Cina e ad aumentare gli investimenti e ha promesso una migliore tutela della proprietà intellettuale. Dopo le proteste di piazza in Cina contro il Giappone nella primavera 2005, gli investimenti nipponici erano scesi del 30%, da 6,5 miliardi di dollari del 2005 a 4,6 miliardi del 2006. Ma Tokyo ha grande interesse a sfruttare la mano d’opera cinese a basso costo e a vendere i suoi prodotti in questo mercato di 1,3 milioni di persone.

Abe e Wen riprendono pure il dialogo sullo sfruttamento dei giacimenti di gas del Mar Cinese Orientale, anche se Pechino ne ha già iniziato un parziale sfruttamento . Qin Gang, portavoce del ministero cinese degli Esteri, si è affrettato a precisare che ciò avviene nelle acque territoriali cinesi e che perciò si tratta di “un naturale esercizio dei nostri legittimi diritti sovrani”.

Riprende  anche la collaborazione militare tra i due Paesi, con Abe e Wen che annunciano la visita in Giappone in autunno di Cao Gangchuan, ministro cinese della Difesa; con le due Marine che programmano reciproche visite alle unità navali; con il progetto di istituire una “linea calda” per prevenire “incidenti e incomprensioni” in mare. La Cina è preoccupata per la crescente collaborazione militare tra Giappone e Stati Uniti, che comprende il controllo dello Stretto di Taiwan. Tokyo ha più volte espresso “seria preoccupazione” per le crescenti spese militari cinesi e vuole ricostituire una forza militare per autodifesa. Abe vuole anche cambiare la Costituzione pacifista: proprio oggi la Camera bassa della Dieta discute se sottoporre la proposta di revisione a un referendum nazionale, passo necessario per cambiare la Costituzione. (PB)

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