11/09/2006, 00.00
Vietnam
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Cattolici vietnamiti nel nord: fioriscono i servizi sociali insieme al catechismo

di Nguyen Van Tranh

I fedeli a volte non hanno nemmeno un luogo per pregare e celebrar messa. Ma sempre più nelle parrocchie fiorisce l'attività pastorale e sociale, anche per le nuove emarginazioni.

Ha Noi (AsiaNews) – Il Comitato delle parrocchie del Consiglio dei vescovi del Vietnam ha organizzato, di recente, un seminario sul ruolo dei missionari nel Paese. Nell'occasione, che ha visto ampia partecipazione delle diocesi settentrionali, c'è stato un vasto dibattito sulle attività delle chiese locali.

L'incontro si è svolto nella sala riunioni della diocesi di Thanh Hoa e ha permesso ai partecipanti di condividere con gioia le esperienze.

Uno dei partecipanti ha raccontato ad AsiaNews che "la parrocchia di Kim Lu è stata fondata nel 1886. E' una delle parrocchie più povere della diocesi di Vinh, con 3.600 fedeli nella montuosa regione di Quang Binh. Abbiamo avuto un solo sacerdote da 54 anni. Ma le grandi difficoltà hanno fatto crescere la nostra fede".

"Prima del 1945 – racconta un giovane catechista volontario – c'era una piccola cappella, ma è stata distrutta durante la guerra. Così i parrocchiani sono dovuti andare sulle montagne. L'ultimo anno i fedeli sono stati ospitati in abitazioni per pregare insieme e leggere la Bibbia. Spesso queste case erano in rovina e piene di buchi, ma i fedeli hanno partecipato numerosi ogni domenica".

Le suore della Congregazione delle adoratrici della Santa Croce si occupano dei bambini più poveri e miseri della diocesi di Thanh Hoa. Alcune hanno il diploma per svolgere attività sociali. Suor Tham racconta: "Ci occupiamo del progetto per lo sviluppo della comunità a favore dei parrocchiani che hanno avuto grandi danni dalle recenti tempeste. Lavoriamo insieme a cattolici, buddisti, credenti nelle fedi ancestrali e atei".

Le iniziative pastorali e sociali dei parrocchiani sono frequenti soprattutto nel Vietnam meridionale. Nell'Arcidiocesi di Saigon i fedeli insegnano catechismo e fanno servizi pastorali e attività missionaria. Lo scorso 7 settembre il Centro pastorale diocesano ha aperto corsi di insegnamento religioso, che comprendono lo studio della Bibbia, il lavoro sociale e lo sviluppo della comunità, attività di consulenza per genitori e figli. Vi hanno partecipato centinaia di persone.

Joseph Hieu, insegnante di scuola elementare e capo del consiglio di classe, ha ricordato che in Ho Chi Minh City i parrocchiani hanno diverse storie e situazioni. "Ci sono dottori, insegnanti, lavoratori sociali e studenti. Terminato il lavoro da cui traiamo di che vivere, ogni sera lavoriamo per la parrocchia. Le attività ci danno forza, perché ci aiutano a comprendere le persone e ad amare Dio. Siamo felici quando le facciamo".

Il giovane Huy, volontario che assiste i malati di HIV/AIDS, racconta che  "hanno bisogno di amore e attenzione. Noi giovani leggiamo e preghiamo con loro in ospedale, dove sono ricoverati alla fine della malattia. I dipendenti dell'ospedale hanno paura a stare con loro. Chi ha l'AIDS rimane solo. Noi portiamo loro Dio".

A Ho Chi Minh City ci sono ora 40 mila malati ufficiali di HIV/AIDS. In genere il governo non accetta l'opera dei cattolici. Ma il Comitato del popolo di Ho Chi Minh City ha chiesto al cardinale Pham Minh Man dell'arcidiocesi di Saigon di invitare i fedeli ad occuparsi dei malati. I cattolici hanno risposto con entusiasmo. "Lavoriamo con loro – raccontano – e preghiamo insieme a loro per sconfiggere la sofferenza, senza discriminazioni e con l'amore che Gesù ha per tutti".

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