Chiesa sudcoreana: la carità verso il Nord, strada per la riunificazione
Nel corso del decimo incontro nazionale della Commissione episcopale per la riconciliazione del popolo coreano, diversi interventi anche governativi spingono sull’importanza di mantenere viva l’opera caritativa della Chiesa nel Nord, per aiutarla a rinascere.
Suji (AsiaNews/Cbck) – Aiutare la Corea del Nord sulla base dell’amore cristiano “rappresenta la pietra d’angolo su cui, un giorno, verrà ricostruita la Chiesa e la missione di quel Paese. Per questo, è fondamentale continuare in quello che facciamo ma anche trovare nuove strade per lo stesso obiettivo”. E’ il senso dell’intervento tenuto da p. Paul Han Jeong-gwan, segretario della Commissione episcopale per la riconciliazione del popolo coreano, nel corso del decimo incontro nazionale del gruppo, che si è svolto nei giorni scorsi a Suji.
Durante i due giorni di lavori – dal tema “La vita del cristiano e l’aiuto alla Corea del Nord” – si sono confrontati i responsabili cattolici dell’aiuto alla Corea del Nord e diversi esponenti del governo, che hanno presentato le ipotesi di Seoul sul tema.
Kim Jeong-su, direttore del Dipartimento per l’assistenza umanitaria e la cooperazione del ministero sudcoreano dell’Unificazione, ha detto: “La causa principale della crisi in cui versa la popolazione nordcoreana è la sua stagnante economia. I prossimi anni non vedranno dei miglioramenti, perché le alluvioni e le disastrose politiche centrali non vengono in alcun modo fermate. Il Paese rischia una nuova carestia”. Proprio per questo, ha aggiunto p. Kim Hun-il, “l’aiuto diviene quasi un obbligo, per i cristiani. E’ infatti la logica prosecuzione della carità, ma in questo caso diventa anche un importante operazione politica, perché può guarire le ferite delle due nazioni”. La pensa allo stesso modo anche il p. Damien Kim Young-nam, professore di Teologia della Bibbia all’Università cattolica coreana, che dice: “Dio inizia l’uomo alla riconciliazione. La riconciliazione di Dio in Cristo è la base per tutte le altre. La Chiesa coreana deve intraprendere con umiltà questo cammino, e riconoscere che la riconciliazione fra le due Coree è uno dei grandi segni del tempo che, in questa precisa era storica, viene richiesto ai cattolici”.
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