07/02/2006, 00.00
Corea del Sud
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Corea, donatrici di ovuli chiedono risarcimento al governo

di Theresa Kim Hwa-young

Oltre 35 organizzazioni per la tutela delle donne denunciano: "Dovevamo essere informate dei danni correlati alla donazione, ma nessuno lo ha fatto".

Seoul (AsiaNews) – Un gruppo composto da 35 organizzazioni per la tutela delle donne ha deciso di chiedere un risarcimento al governo per i danni subiti dalle loro aderenti dopo la donazione degli ovuli per le ricerche sulle cellule staminali embrionali condotte dal professor Hwang Woo-suk.

Il gruppo, di cui fa parte anche l'Associazione avvocati per una società democratica, sostiene di non aver ricevuto alcuna informazione sugli effetti collaterali dell'iperstimolazione ovarica cui si sono sottoposte le donatrici per fornire il "materiale da studio" al ricercatore in disgrazia.

Durante le indagini che hanno provato la totale falsità delle scoperte di Hwang, gli investigatori hanno scoperto che il suo team ha usato 2.221 ovuli – un numero circa cinque volte maggiore di quanto dichiarato – e che il 20 % delle donatrici soffre al momento di effetti collaterali della terapia invasiva.

"Il Mizmedi Hospital [struttura dove sono avvenuti i prelievi ndr] – si legge nel documento che annuncia l'azione legale – ha prelevato a 15 donatrici più di due ovuli e le ha in un secondo momento ricoverate, venendo quindi subito a conoscenza dei danni correlati alle operazioni. E' un chiaro segnale del maltrattamento, appoggiato in ogni modo dal governo, che hanno subito le donatrici".

Il gruppo sottolinea inoltre che gli investigatori si sono concentrati sulla falsità dei risultati, ma non hanno fatto nulla per indagare sull'origine degli ovuli: il governo, inoltre, non ha offerto alcun sostegno fisico o psicologico alle donne implicate.

"Secondo le leggi bioetiche attualmente in vigore nel Paese – conclude il documento – oltre ai ricercatori, anche le istituzioni incaricate di monitorare la ricerca e gli organi governativi sarebbero dovuti intervenire per preservare la salute delle donatrici, ma nessuno si è preso questa responsabilità".

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