11/03/2016, 08.50
COREA
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Corea, segnali di speranza per i malati di tubercolosi nel Nord

Il governo di Seoul “sta considerando” la possibilità di permettere l’invio di medicinali a circa 1.500 malati di tbc seguiti dalla Eugene Bell Foundation. Le sanzioni dell’esecutivo di Park Geun-hye nei confronti del regime di Pyongyang “restano valide, ma valutiamo il canale umanitario”. Superiore dei Maryknoll: “Non vogliamo entrare nelle questioni politiche, ma essere apostoli di pace nei confronti di un popolo che ha un disperato bisogno di speranza”.

Seoul (AsiaNews) – Il governo di Seoul “sta considerando” la possibilità di permettere l’invio di medicinali contro la tubercolosi alla parte Nord della penisola coreana. Nonostante le durissime sanzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza Onu nei confronti del regime di Pyongyang, infatti, l’esecutivo del Sud “sta valutando il canale umanitario”. In ballo c’è la vita di 1.500 nordcoreani affetti da tbc e seguiti dalla Eugene Bell Foundation. Fino a ora, l’amministrazione Park non ha concesso l’invio dei medicinali necessari a mantenerli in vita. Ma, dice un funzionario anonimo del ministero dell’Unificazione, “una speranza c’è”.

La tensione fra le due Coree è esplosa all’inizio di febbraio con una serie di provocazioni militari che hanno portato alla chiusura del complesso industriale inter-coreano di Kaesong. Insieme ai tour sul monte Kumgang, alla “linea rossa” telefonica diretta e al “villaggio della pace” di Panmunjon, il complesso è stato per anni uno dei pochi ponti fra le due nazioni. Nonostante le relazioni siano state sempre altalenanti, non è mai successo che tutti i punti di contatto venissero interrotti contemporaneamente.

Per tenere il punto, il governo conservatore guidato da Park Geun-hye ha fatto capire che non permetterà più alcun interscambio – compresi quelli umanitari – fino alla capitolazione di Pyongyang e al suo impegno a rinunciare al programma nucleare e missilistico. E ha quindi bloccato il permesso di esportare i medicinali al Nord che da circa 20 anni veniva concesso con cadenza regolare alla Fondazione Eugene Bell. L’intransigenza del governo di Seoul sembra però oggi venire meno.

Il Superiore regionale dei Maryknoll in Corea, p. Gerard Hammond, compie visite regolari nella parte Nord della penisola da circa 20 anni proprio con la Fondazione. Ad AsiaNews, il missionario dice: “Durante questi anni abbiamo sempre e solo cercato di prenderci cura di coloro che sono affetti da tubercolosi. Abbiamo cercato di dare speranza, perché le cure non dovrebbero conoscere limiti, e dignità alla loro vita. Come esseri umani abbiamo fatto quello che potevamo, affidando il resto alle mani di Dio”.

Sulla situazione politica e diplomatica, p. Hammond è molto chiaro: “Non vogliamo entrare nelle questioni politiche, ma essere apostoli di pace nei confronti di un popolo che ha un disperato bisogno di speranza. Bisogna avere sempre speranza, soprattutto per la cosa più importante per tutti: la riconciliazione del popolo coreano, fra il Nord e il Sud”.

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