10/01/2008, 00.00
CINA
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Cresce ancora l’inflazione, misure drastiche del governo

A dicembre sono aumentati i prezzi di 46 generi di maggior consumo. Il governo impone il blocco per i generi “essenziali”, almeno fino al Nuovo anno lunare. Ma si teme che questo porti scarsità dell’offerta e non incida sulle cause dell’inflazione.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Cresce ancora l’inflazione a dicembre: pur senza dare dati precisi, il governo ha ammesso che continuano a crescere i prezzi dei generi essenziali, come cibo, petrolio e servizi pubblici. Per questo ieri il Consiglio di Stato, presieduto dal premier Wen Jiabao, ha deciso uno stretto controllo sul costo di questi generi e ha vietato “prezzi illegali”, cosa che può significare l’imposizione di prezzi “politici”.

Sul sito web del governo si avverte che non saranno permessi aumenti per prodotti petroliferi, gas ed elettricità nel breve termine e comunque fino al Nuovo anno lunare, nonostante la loro crescita nel mercato internazionale, come pure per servizi come acqua, carburante per il riscaldamento, trasporti pubblici. I grandi e medi produttori di “generi essenziali” potranno aumentare i prezzi solo previa approvazione del governo, pena pesanti multe. Dovranno rimanere "stabili" anche i costi di cure mediche e principali fertilizzanti.

Ieri la Commissione per la riforma e lo sviluppo nazionale, massimo organo di pianificazione economica, ha ammesso sul suo sito web che “in dicembre sono aumentati i prezzi di 46 tra i generi di maggior consumo, tra cui grano, maiale e altri alimenti, secondo i dati di 36 città grandi e medie”.

Esperti ritengono che saranno posti limiti all’aumento di prezzo per tutti i generi più importanti, almeno fino al Nuovo anno lunare, la maggiore festa cinese che quest’anno inizia il 7 febbraio.

Finora Pechino ha aumentato il costo del denaro e le riserve monetarie bancarie così da diminuire la liquidità e ha anche riconosciuto sussidi alle famiglie povere sia urbane che rurali. Ma questo non ha fermato l’inflazione, cresciuta a novembre del 6,9%, il record dal 1996, con i generi alimentari aumentati del 18% e la carne di maiale di oltre il 50%.

La preoccupazione è che l’inflazione generi proteste sociali, specie tra i rurali e i meno abbienti. Si calcola che le famiglie con basso reddito spendano tra il 30% e il 50% dei guadagni solo per mangiare.

Ma esperti sono scettici su questo controllo dei prezzi, che può con facilità causare una scarsità dell’offerta e favorire il mercato nero e che, comunque, è misura temporanea che non agisce sulle cause, anche considerato che il costo di petrolio, grano e altri prodotti è  in rapida crescita sul mercato internazionale. Notano che, intanto, oggi le aziende cinesi alimentari e produttrici di energia hanno avuto immediate perdite in borsa. A novembre il governo ha aumentato del 10% il prezzo della benzina, dopo che ad ottobre tutte le raffinerie statali hanno lamentato che lavoravano in perdita e stavano diminuendo la produzione, con conseguente scarsità di benzina e lunghe code ai distributori. Ma questo ha favorito un aumento record dell’inflazione. Huang Hai, viceministro al Commercio, osserva che il governo venderà maiali presi dalle proprie riserve, per garantire la fornitura fino al Nuovo anno lunare, ma ritiene difficili miglioramenti nel breve periodo. (PB)

 

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