03/04/2009, 00.00
ASIA - G20
Invia ad un amico

Crescono le borse asiatiche dopo l’incontro del G20

Si rafforzano i segnali positivi, fra cui la produzione industriale in Cina. Al G20 di Londra si parla della “fine del modello anglosassone”: più controlli, no ai paradisi fiscali, e un ruolo più potenziato del Fondo monetario internazionale.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – I mercati asiatici sono tutti in rialzo, dopo l’incontro del G20, in cui i leader mondiali hanno trovato una via di conciliazione per affrontare la recessione globale. Segnali positivi anche per l’industria in Cina.

A metà mattina Tokyo presentava l’1,2% in positivo; Shanghai lo 0,9; Hong Kong dello 0,5.

L’indice Pmi (Purchasing managers' index) – che mostra il legame fra la produzione industriale e la domanda – è cresciuto in marzo a 52,4. In febbraio era 49 e a novembre era del 38,8. Secondo gli esperti la cifra di 50 mostra l’espansione del settore manifatturiero, sotto 50 significa invece contrazione del mercato. Ciò conferma le affermazioni del presidente Hu Jintao prima di recarsi al G20, secondo cui le misure di stimolo prese da Pechino cominciano a “fare effetto”.

È ancora presto, comunque, per valutare il peso delle decisioni prese dal G20 ieri a Londra. Per molti, anche per il presidente francese Sarkozy, gli accordi portano a un “voltare pagina” sul modello Anglo-sassone (Usa e Gran Bretagna) del mercato, mettendo limiti più stretti al mondo finanziario. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto che molto di questa crisi mondiale viene da loro e dalla mancanza di regole nel mercato creatasi agli inizi degli anni ’90 con la presidenza Clinton. I leader hanno deciso pure di offrire più risorse (circa 1000 miliardi di dollari) alle istituzioni internazionali, fra cui il Fondo monetario internazionale (Fmi), per aiutare i Paesi in via di sviluppo; di spendere valanghe di moneta per sostenere la finanza e il mercato (fino a 5 mila miliardi di dollari entro il 2010); di pubblicare la lista dei Paesi usati come “paradisi fiscali”, su di cui la Cina faceva invece resistenza.

In compenso, la Cina e altri Paesi emergenti come l’India avranno più rappresentatività nel Fmi e nella Banca mondiale, con possibilità di entrare anche nella dirigenza (attualmente europea per il Fmi). Fondamentale è anche il ruolo maggiore che l’Fmi viene ad assumere per monitorare l’economia mondiale. Viene potenziato anche il ruolo degli Sdr (Special drawing right), quale “moneta internazionale” del Fmi, con cui l’organismo potrà fare i suoi prestiti.

Nonostante tutte le buone intenzioni, l’incontro è servito soprattutto per ridurre l’impatto della recessione economica, non per rimuoverla. L’Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo ha predetto questi giorni che il mercato globale si ridurrà del 13%, creando disoccupazione ovunque.

I leader del G20 si incontreranno ancora a settembre.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Si apre il summit del G20: tante critiche, tante richieste
02/04/2009
Papa al G20: Non dimenticate l’Africa, l’etica, gli aiuti allo sviluppo
01/04/2009
Papa: cresca nei cristiani la coscienza di essere tutti missionari
05/05/2007
Il G8, i titoli tossici e le tossicodipendenze di Usa e Cina
07/07/2009
Cina e Paesi emergenti con più potere al Fondo monetario internazionale
25/09/2009


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”