06/02/2004, 00.00
giordania - iraq
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Da Amman a Baghdad, il ritorno dell'ONU

Amman (AsiaNews) - Altissime misure di sicurezza circondano gli inviati dell'ONU giunti ieri nella capitale giordana. Il gruppo, chiamato "Electoral Team" (Gruppo elettorale), si sta recando oggi a Baghdad. Massima segretezza sui componenti del gruppo e soprattutto sulla figura del presidente coordinatore. Il gruppo, inviato dal Palazzo di Vetro nel paese dei "due fiumi", avrà il compito di studiare la fattibilità delle elezioni, richieste dall'ayatollah sciita Al-Sistani, prima del 30 giungo, data della transizione dei poteri al popolo iracheno. Esso dovrà stilare un rapporto per il Segretario Generale dell'Onu Kofi Annan. In questa fase il ruolo dell'Onu non si fermerà al semplice processo di transizione politica; esso comprenderà anche questioni legate alla sicurezza interna, alla ripresa economica, alla ricostruzione, all'assistenza umanitaria ed alla questione del rientro dei profughi iracheni. Parlando ieri ai giornalisti, Kofi Annan ha detto che "il ritorno dell'Onu in Iraq sarà graduale, via via che un nuovo governo viene instaurato (in Iraq)". La presenza dell'Onu, pur non essendo massiccia, è molto apprezzata nella regione per il ruolo vitale che esso può giocare in Iraq.

Si tratta di un primo passo verso l'applicazione della Risoluzione 1511 del Consiglio di Sicurezza (adottato  nell'ottobre 2003) che sanciva  il dovere di "rafforzare il ruolo vitale dell'Onu in Iraq". Il primo ufficio di Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq (MANUI), è stato aperto a Larnaka,  nell'isola di Cipro, ed è previsto a breve, il trasferimento ad Amman. Questo ufficio è gestito da Ross Mountain, rappresentante Speciale dell'Onu nella Regione. A partire dalla Giordania, le agenzie umanitarie dell'Onu non hanno mai smesso di operare a favore della popolazione irachena. Il piano attuale di aiuti prevede "il ripristino delle forniture di acqua potabile, la distribuzione di medicinali e di assistenza medica, di fertilizzanti, di semi, il dragaggio dei porti, la riabilitazione dei centri sanitari, degli impianti di trattamento idrico,delle stazioni di pompaggio e delle centrali elettriche". Il World Food Program (WFP), ha stanziato 2,3 milioni di tonnellate di cibo da distribuire in Iraq, entro la metà del 2004. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) è all'opera per facilitare il rientro delle persone sfollate e dei profughi dall'Iran e dall'Arabia Saudita).

Al momento attuale il personale Onu in Giordania, che si occupa dell'Iraq, conta circa 200 persone nelle varie Agenzie come la FAO, la WFP, ACNUR, WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità), UNICEF, l'UNESCO e l'UNDP ( Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite). Li aspetta un lavoro gigantesco, come ha accennato loro Kofi Annan in un discorso: "I 26 milioni di iracheni hanno subito decenni di guerra, di sanzioni e di miseria, ed ora stanno attraversando un periodo che dovrà definire il futuro del loro paese. Per loro ed in memoria di coloro che hanno dato le loro vite per aiutare l'Iraq [il riferimento alle vittime dell'attentato contro la sede Onu a Baghdad nell'agosto scorso – ndr], questo programma dell'Onu deve riuscire".

Un membro dell'Electoral Team che si sta recando in Iraq ha detto ad AsiaNews: "I recenti sviluppi politici in Iraq, ci danno la speranza di una stabilità migliore e di un rapido ritorno della sovranità in mano agli iracheni". (ID)

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