20/04/2026, 14.07
BANGLADESH
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Dhaka, data center senza carburante: anche telecomunicazioni rischiano collasso

La crisi energetica in Bangladesh, causata dalla guerra in Medio Oriente e dalla forte dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas, sta mettendo a rischio il funzionamento dei data center, fondamentali per la rete delle telecomunicazioni. Le scorte di carburante sono ormai ai minimi e gli operatori avvertono che un eventuale blackout potrebbe bloccare chiamate, internet e SMS in gran parte del Paese.

Dhaka (AsiaNews) - La crisi energetica che sta colpendo il Bangladesh rischia di paralizzare anche le infrastrutture digitali del Paese: i data center stanno esaurendo rapidamente le riserve di carburante necessarie al loro funzionamento, ha fatto sapere l’Associazione degli operatori di telecomunicazioni mobili del Bangladesh (AMTOB), secondo cui queste strutture consumano tra i 500 e i 600 litri di diesel all’ora, pari a circa 4mila litri al giorno per impianto, quantità che le stazioni di servizio locali non sono più in grado di garantire.

Oltre che a essere indispensabili per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, i data center ospitano e gestiscono il traffico di chiamate, messaggi e connessioni internet, permettendo lo scambio continuo di dati tra utenti e operatori. 

“Diverse strutture stanno operando con riserve di carburante pericolosamente basse”, ha avvertito l’AMTOB, sottolineando che un eventuale spegnimento dei data center avrebbe effetti a catena sull’intero sistema. “Un blackout parziale o totale della rete potrebbe bloccare chiamate, internet, SMS e tutti gli altri servizi”, ha spiegato il segretario generale Mohammad Zulfikar.

Come altri Paesi asiatici, anche il Bangladesh, Paese di circa 170 milioni di abitanti, sta affrontando una grave carenza di carburante a causa della guerra in Medio Oriente. Il Paese importa infatti circa il 95% del proprio petrolio e gas, in gran parte proprio dalle monarchie arabe del Golfo. Nelle ultime settimane le code ai distributori hanno raggiunto anche le 10-12 ore.

In una lettera inviata il 20 aprile alla Commissione regolatrice delle telecomunicazioni (BTRC), l’AMTOB ha avvertito che le operazioni non saranno più sostenibili senza un rifornimento immediato di carburante. “La situazione è ormai fuori dal controllo operativo”, si legge nel documento. “Se queste condizioni persistono, esiste un rischio imminente di interruzioni su larga scala della rete in gran parte del Paese”.

Nel tentativo di contenere la crisi, il 18 aprile il governo ha aumentato i prezzi dei carburanti: il diesel è salito del 15% (da 100 a 115 taka al litro) e la benzina del 16% (da 116 a 135 taka, pari a poco più di un euro). Il ministro dell’Energia, Iqbal Hasan Mahmud, ha sostenuto che la misura è legata alla crisi: “Tutto il mondo ha adeguato i prezzi, persino gli Stati Uniti”. L’aumento ha però innescato proteste nel settore dei trasporti, con richieste di adeguamento delle tariffe da parte degli operatori di autobus e trasporto fluviale. 

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