Dhaka: il Bnp celebra la vittoria elettorale con ‘preghiere per la pace e la stabilità’
I vertici del partito invitano i sostenitori ad “astenersi da festeggiamenti” e di pregare “per il futuro del Bangladesh”. Jamaat-e-Islami riconosce la sconfitta ma non è “soddisfatta” del processo elettorale. Le reazioni di India, Pakistan e Stati Uniti. Resta aperta la partita referendaria in attesa dei dati ufficiali.
Dhaka (AsiaNews) - Una vittoria netta, con ampio margine e tale da garantire il ritorno al potere dopo quasi 20 anni del partito nazionalista del Bangladesh (Bnp) e del suo leader Tarique Rahman, a lungo in esilio e oggi premier in pectore, in una tornata elettorale regolare e che non ha registrato particolari criticità. A questi fattori, che potrebbero indurre all’ottimismo dopo mesi di incertezze e una economia in rallentamento, si affiancano però questioni irrisolte, a partire dall’influenza della componente musulmana radicale e il futuro delle minoranze religiose. Intanto il Bnp ha invitato i propri sostenitori ad “astenersi da caroselli per la vittoria o da celebrazioni pubbliche”. Al contrario, la richiesta estesa a tutta la nazione è di “osservare una giornata di preghiere oggi (13 febbraio), alla ricerca di pace, stabilità e guida per il futuro del Bangladesh” come si legge in un post su X.
Rahman, figlio dell’ex premier Khaleda Zia e dell’ex presidente assassinato Ziaur Rahman, deve affrontare sfide immediate per ripristinare la stabilità politica, la fiducia degli investitori e ricostruire alcuni settori chiave, compreso quello dell’abbigliamento. Un'industria che negli ultimi anni ha trainato l’economia nazionale ma che ha registrato aòcune turbolenze in seguito al crollo del governo dell’ex prima ministra Sheikh Hasina nell'agosto 2024 e oggi in esilio in India. Il governo provvisorio guidato dal premier ad interim e premio Nobel per la Pace, Muhammad Yunus, ha cercato di garantire una transizione regolare e salvaguardare il Paese, senza però attuare alcune riforme necessarie.
Il conteggio ufficiale dei voti ancora ufficioso (considerato il primo vero scrutinio competitivo degli ultimi anni), ha assegnato al Bnp e ai suoi alleati almeno 212 dei 299 seggi in palio, secondo quanto riferito dalla Commissione elettorale. L’altra alleanza politica guidata dalla Jamaat-e-Islami ha ottenuto 77 seggi nel Jatiya Sangsad, o Camera della Nazione.
L’affluenza alle urne ha superato il 42% della precedente tornata elettorale del 2024, con un dato attorno al 60% degli aventi diritto. Già dalla tarda serata di ieri Jamaat-e-Islami ha ammesso la sconfitta, pur aggiungendo stamane di non essere “soddisfatta” del processo elettorale e chiedendo al contempo ai propri sostenitori di rimanere pazienti. Il partito ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre con 70 seggi in parlamento, candidandosi per la prima volta dopo la messa al bando nel 2013. Un divieto che è stato poi revocato da Yunus in seguito alla destituzione di Hasina. Il National Citizen Party (Ncp), guidato dai giovani attivisti che hanno svolto un ruolo chiave nel rovesciare la ex premier, ha ottenuto solo cinque dei 30 seggi in cui si è presentato, dopo aver scelto di far parte dell'alleanza guidata dal partito di ispirazione islamica.
Un risultato netto era considerato necessario per riportare stabilità nella nazione di 175 milioni di abitanti, dopo mesi di disordini anti-Hasina. “Una maggioranza consistente dà al Bnp la forza parlamentare per approvare le riforme in modo efficiente ed evitare la paralisi legislativa. Questo da solo può creare stabilità politica a breve termine” ha sottolineato Selim Raihan, professore di economia all’Università di Dhaka. Nel suo manifesto, il partito nazionalista ha promesso di dare priorità alla creazione di posti di lavoro, proteggere le famiglie a basso reddito e garantire prezzi equi agli agricoltori.
Nel frattempo sono arrivate anche le reazioni dei leaer stranieri: il primo ministro indiano Narendra Modi, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Bangladesh, Brent T. Christensen, sono stati tra i primi a congratularsi con Rahman per la vittoria. India, Cina e Stati Uniti si stanno contendendo sfere di influenza nel Paese dell'Asia meridionale. Un'eventualità confermata anche dalla recente intervista del rappresentante diplomatico Usa a Dhaka che, alla Reuters, esprimeva “preoccupazione” per la crescente presenza di Pechino. Mentre le relazioni fra Delhi e Dhaka sono diventate sempre più tese da quando Hasina è fuggita rifugiandosi in India, creando problemi al commercio e al rilascio dei visti.
Infine, resta da definire anche la partita referendaria: l’emittente Jamuna TV ha riferito che più di due milioni di elettori hanno scelto il “Sì” mentre più di 850mila hanno votato “No” in un referendum che potrebbe portare a modifiche importanti dell'attuale Costituzione, ma non vi sono notizie ufficiali sul risultato. Tra i cambiamenti previsti sono inclusi, per esempio, limiti di due mandati per i primi ministri, una maggiore indipendenza giudiziaria e anche una maggiore rappresentanza delle donne, mentre per i periodi elettorali potrebbero essere istituiti governi tecnici neutrali e al Parlamento potrebbe essere aggiunta nuova Camera.
12/12/2025 11:28





