Dushanbe, il villaggio divenuto capitale in Tagikistan
La Giornata della capitale è stata l'occasione per celebrare gli sforzi che negli anni della terribile dittatura staliniana permisero di far nascere su un altipiano desertico una delle città più belle dell'Asia Centrale. Menre i suoi moderni edifici oggi la proiettano verso il futuro.
Dušanbe (AsiaNews) - Nei giorni scorsi in Tagikistan è stata celebrata la Giornata della città capitale. Soltanto conoscendo il passato di Dušanbe si può veramente apprezzare quanto lavoro, quanta creatività e audacia furono necessari agli architetti, agli ingegneri e ai costruttori che lavorarono a quella che una volta era chiamata Dušambe-Stalinabad, affinché negli anni della terribile dittatura staliniana, sul sito di un altopiano desertico, sorgesse una delle città più belle dell'Asia centrale.
L'elemento centrale dello sviluppo di Dušanbe è infatti la sua architettura, che ne sottolinea lo status di capitale e rappresenta uno dei principali riflessi della trasformazione dello Stato e della società nel suo complesso. Tutti questi cambiamenti sono evidenti negli edifici, nei monumenti e nei memoriali del passato e del presente. Nel 1930, la repubblica decise di istituire un'agenzia di progettazione Tajikgosproekt per elaborare piani regolatori per le città e gli insediamenti operai e per sviluppare la documentazione progettuale per i nuovi edifici, nell'ambito dei primi piani quinquennali sovietici.
Dušanbe crebbe allora rapidamente e si sviluppò a un ritmo davvero incredibile, così rapido che molti, persino gli specialisti, non riuscirono a comprendere immediatamente la portata dei lavori di costruzione o la fattibilità dei progetti pianificati. Pertanto Nikolaj Fedorovskij, partecipante alla spedizione in Tagikistan e fondatore della mineralogia applicata, membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze dell'Urss, scrisse di Dušanbe all'inizio degli anni '30 che “la città sembra progettata da architetti fantascientifici. Le case sono costruite a distanze enormi l'una dall'altra, strade vuote e non edificate si estendono per chilometri… probabilmente la città è stata concepita per diventare la futura capitale di tutta l'Asia”.
Secondo Aleksandr Fersman, geochimico, accademico e vicepresidente dell'Accademia delle Scienze dell'Urss che aveva lavorato in Tagikistan, nell'ambito della spedizione “Tagiko-Pamir”, la "Nuova Stalinabad, la città in costruzione sul sito del villaggio di Dušambe, rappresenta già un nuovo tipo di città con una pianificazione urbanistica ben studiata... Negli ultimi anni ho visto numerosi nuovi edifici negli Urali, in Siberia, nell'Artico e nelle regioni centrali dell'Unione, ma in nessun altro luogo ho percepito così chiaramente la specifica riflessione alla base della costruzione di una nuova città, una riflessione coerente che tiene conto delle condizioni climatiche, dell'abbondanza di sole e polvere, e di tutti gli aspetti positivi e negativi del clima meridionale."
In quel periodo, architetti laureati presso gli istituti di architettura e costruzione di Leningrado e Mosca arrivarono a Dušanbe per lavorare all'Istituto di progettazione e produzione Tajikgosproekt. Tra questi, architetti che hanno lasciato un segno indelebile nel patrimonio architettonico di Dušanbe come Sergej Anisimov, Dmitrij Bilibin, Kirill Terletskij e altri. Partendo dalle antiche stratificazioni culturali, essi riuscirono a preservare e modificare le fondamenta tradizionali, modernizzandole e adattandole alle condizioni dei tempi moderni, combinando l'eredità storica dell'urbanistica medievale con i migliori esempi europei di architettura classica del XIX e XX secolo, e con l'Art Nouveau contemporanea.
Allo stesso tempo la storia architettonica della città, risalente al periodo sovietico, comprende anche esempi puramente europei che non stonano affatto con l'aspetto complessivo di Dušanbe. Tra questi, l'Hotel Vakhš poi demolito, gli edifici dell'Università di Medicina del Tagikistan, dell'Università Pedagogica, dell'Accademia delle Scienze, la Filarmonica, oggi anche sede di Safina Tv, la Casa dell'Educazione Politica (Kokhi Vakhdat) e molte altre strutture urbane. I moderni edifici del Palazzo delle Nazioni, della Biblioteca Nazionale, del Parlamento della Repubblica, del Ministero delle Comunicazioni, del Palazzo Kokhi Nawruz e dell'Hotel Hyatt creano un senso di modernità in una città proiettata verso il futuro, testimoniando la sua adesione all'eccellenza architettonica globale.
Il complesso Istiklol, un insieme architettonico e artistico completamente nuovo situato nella principale piazza dell'Indipendenza nella capitale del Tagikistan, è un simbolo della libertà e dell'indipendenza della repubblica, incarna la storia secolare del popolo tagico e collega il passato, il presente e il futuro del Paese.
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