Erdogan promuove alla Giustizia il procuratore che ha arrestato Imamoglu
Akin Gurlek diventa ministro nel rimpasto di governo voluto dal presidente. Cambia anche il titolare degli Interni. Critico il partito di opposizione Chp, finito nel mirino del procuratore in questi due anni a colpi di arresti e processi. La cerimonia di giuramento in Parlamento caratterizzata da proteste dell’opposizione e scontri che hanno portato alla sospensione dei lavori per alcuni minuti.
Istanbul (AsiaNews) - Il rimpasto di governo voluto dal leader turco Recep Tayyip Erdogan premia uno dei protagonisti, se non il fautore principale, della stretta giudiziaria sull’opposizione a colpi di arresti e condanne, compreso il sindaco di Istanbul e futuro candidato alle presidenziali Ekrem Imamoglu. Nei giorni scorsi, infatti, il capo dello Stato ha nominato come suo nuovo ministro della Giustizia Akin Gurlek, che negli ultimi due anni ha ricoperto la carica di procuratore capo del cuore economico e commerciale del Paese. Un compito ricoperto con zelo e rigore, tanto da avviare una repressione senza precedenti sul Partito popolare repubblicano (Chp), attirando per questo pesanti critiche di attivisti e ong pro diritti umani. L’ufficializzazione dell’incarico ha sollevato più di una critica, con la fazione anti-governativa che promette battaglia.
La portata della tensione e dello scontro politico e istituzionale attorno alla nomina è confermata anche dalle tensioni registrate ieri al momento dell’atto formale che ne sancisce l’ufficializzazione e l’inizio del mandato. Un’aspra rissa (nella foto) è infatti scoppiata in Parlamento, coi membri del principale partito di opposizione che hanno cercato di impedire al neo-nominato ministro di prestare giuramento. Gurlek ha poi prestato giuramento circondato da un gruppo di membri del partito di governo Akp (il Partito della Giustizia e dello sviluppo), che lo hanno acclamato e applaudito.
Oltre al ministro della Giustizia, il mini-rimpasto - che secondo alcuni analisti prevede ulteriori sviluppi e nuove nomine - voluto dal presidente ha registrato anche la sostituzione del ministro degli Interni Ali Yerlikaya, rimpiazzato dal governatore provinciale di Erzurum Mustafa Ciftci. Dalla nomina a procuratore capo nel 2024, Gurlek ha supervisionato un’ondata di arresti e accuse nei confronti dei repubblicani e del loro esponente di punta, il sindaco di Istanbul e principale rivale politico di Erdogan, incarcerato nel marzo dello scorso anno. In un atto di accusa di 4mila pagine dello scorso novembre, il neo ministro ha chiesto una pena detentiva di oltre 2mila anni per Imamoglu per aver “guidato una vasta rete di corruzione”, scatenando le più grandi proteste di piazza della Turchia dell’ultimo decennio.
La prima udienza del procedimento penale avviato dall’ex procuratore, che vede alla sbarra centinaia di imputati legati al comune di Istanbul con l’accusa di corruzione, inizierà il mese prossimo ad un anno dal fermo del sindaco. Nel primo rimescolamento del gabinetto dalle elezioni di metà del 2023, Gurlek ha sostituito Yilmaz Tunc, che è stato eletto per la prima volta come membro del parlamento nel 2007.
Centinaia di membri del partito e funzionari eletti sono stati arrestati nella campagna di repressione di Gurlek, bollata come antidemocratica e politicizzata dai partiti di opposizione, gruppi di destra e alcuni leader stranieri, accusa che il governo nega ribadendo l’indipendenza della magistratura. Il leader Chp Ozgur Ozel ha detto che la nomina di Gurlek è parte di un “tentativo di colpo di Stato giudiziario” oltre che l’ultimo atto di un più grande attacco al suo partito. “Non ci arrenderemo... Non possono fermare - ha aggiunti - la nostra marcia verso il potere”. Il vicepresidente Chp Gul Ciftci ha aggiunto in una dichiarazione su X che la nomina di Gurlek è stata “una ricompensa aperta per le operazioni che ha effettuato contro il nostro partito”.
Fra i molti esponenti di primo piano dell’opposizione turca, il nome più illustre finito nell’agenda del procuratore promosso ministro da Erdogan vi è quello di Imamoglu, arrestato nel marzo 2025 per corruzione. Il sindaco deve rispondere anche di altri 140 reati che, sommati, potrebbero sfociare in pene detentive della durata di secoli. Per il primo cittadino di Istanbul e altri alti funzionari Chp, che respingono ogni addebito, i processi sono motivati da ragione politiche; l’obiettivo, spiegano, è di eliminare il principale rivale del “sultano” alle presidenziali 2028 e indebolire il fronte capace di battere il Partito della Giustizia e dello sviluppo (Akp) in più occasioni a livello locale.





