24/05/2004, 00.00
INDONESIA
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Esplodono 2 bombe ad Ambon

Megawati: il conflitto è politico, non religioso

Amboina (AsiaNews) – Sei persone sono rimaste ferite a causa di un'esplosione nell'isola di Ambon, dove sono scoppiate 2 bombe in una zona cristiana e in una musulmana.

Secondo il Centro di crisi della diocesi di Amboina, la mattina di domenica 23 maggio, una bomba rudimentale è esplosa all'apertura di una scatola di biscotti nel villaggio cristiano di Halong Baru, ferendo 6 persone, 2 delle quali sono in ospedale in gravi condizioni. Un'altra bomba è esplosa nell'area musulmana di Batumerah, ma senza conseguenze.

Barricate di pneumatici, pietre, bambù, legna sono state innalzate per bloccare le principali strade sia nella zona cristiana che in quella musulmana. Per raggiungere alcune zone a rischio, dove le barricate sono state smantellate, la popolazione – per paura di attacchi – è costretta a fare lunghi e complicati percorsi sulle montagne, prendendo mezzi di trasporto che fanno pagare le corse a prezzi elevatissimi.

Il giorno precedente, 22 maggio, il presidente indonesiano Megawati Sukarnoputri si è recata in visita nell'isola. Incontrando leader politici e religiosi locali, il presidente ha rinnovato l'impegno a sradicare il movimento separatista del Fronte per la sovranità delle Molucche (Fkm), che mira a costituire una Repubblica delle Molucche del sud (Rms). Megawati ha detto che non si deve associare il movimento separatista alla comunità cristiana perché tra i membri del Fkm ci sono anche musulmani. Secondo il presidente, "la Rms non ha niente a che fare con la religione: è totalmente una questione politica".

Dal 25 aprile scorso è esplosa una nuova ondata di violenze tra le comunità musulmana e cristiana, che finora ha ucciso 38 persone. Nel febbraio 2002, è stata firmata la pace dopo 3 anni di un conflitto che ha causato 5 mila morti e mezzo milione di profughi. Almeno 28 mila rifugiati attendono ancora di riprendere una vita normale perché mancano i fondi per il loro ritorno e la ricostruzione delle loro case. Secondo Thaib Armaiyn, governatore delle Molucche del nord, servono almeno 70 miliardi di rupie (circa 6,7 milioni di euro) per il loro rientro. Molti rifugiati accusano il governo di trascurare la loro situazione. (MR)

 

 

 

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