09/12/2005, 00.00
LIBANO
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Gli incontri di Sfeir con Khatami e Joumblatt

di Youssef Hourani

Il patriarca maronita si conferma punto di riferimento per tutti i libanesi. Sottolineata con l'ex presidente iraniano l'importanza del dialogo interreligioso contro fondamentalismo e terrorismo. Indipendenza e sicurezza del Libano e creazione di un tribunale internazionale nel colloquio con il leader druso. Rientrato a Damasco il capo dei servizi segreti in Libano, interrogato a Vienna.

Beirut (AsiaNews) - Consolidare l'indipendenza del Libano, renderlo sicuro e fare in modo che l'inchiesta promossa dalle Nazioni Unite sull'assassinio dell'ex primo ministro Rafic Hariri prosegua fino alla costituzione di un tribunale internazionale, che esamini tutti le uccisioni di esponenti politici avvenute durante i 30 anni di presenza dell'esercito siriano nel Paese dei cedri. Queste le priorità emerse dall'incontro tra il patriarca maronita Nasrallah Sfeir ed il leader druso Walid Joumblatt, secondo quanto quest'ultimo ha raccontato.

Il patriarca maronita si conferma, in questi giorni, essere ormai il principale punto di riferimento per tutti i libanesi.

Da sabato scorso, quando è rientrato dalla Giordania dove ha partecipato ai lavori della 15/ma assemblea dei patriarchi cattolici d'Oriente, ilmcard. Sfeir continua a ricevere esponenti politici libanesi e stranieri, come l'ex-presidente dell'Iran, Mouhammad Khatami, che si è recato domenica a Bkerke, a conclusione della sua visita ufficiale in Libano. La necessità di ravvivare il dialogo inter-religioso per combattere il fondamentalismo e respingere il terrorismo i temi al centro del colloquio.

Joumblatt, recatosi ieri alla sede patriarcale di Bkerke, ha rivolto al patriarca l'invito a partecipare alla cerimonia commemorativa nell'anniversario della morte di suo padre Kamal, ucciso nel 1977, che si terrà domenica prossima vicino alla tomba dell'ex-premier Rafic Hariri. Il leader druso, al termine della visita ha dichiarato la sua decisa volontà di collaborazione con i suoi alleati politici e di continuare a chiedere la verità sugli assassini di esponenti politici libanesi avvenuti durante questi ultimi trent'anni caratterizzati dalla presenza dell'esercito siriano. Joumblatt ha espresso la sua stima nei riguardi del patriarca, considerato una delle voci piu ascoltate sui problemi del Paese ed ha appoggiato la rihiesta già avanzata dai vescovi maroniti, che il governo libanese chieda all'ONU la formazione di un tribunale internazionale, capace di scoprire tutta la verità non solo sull'assassinio di Hariri, ma anche sui corpi sepolti vicino a Angar, nella Bekaa, dove era la sede centrale dei servizi segreti siriani.

La breve durata dell'incontro, circa 20 minuti, è vista da alcune fonti vicine al patriarca maronita come un segnale di "freddezza" dell'incontro, "che non ha aggiunto niente e non ha cambiato la posizione" del patriarca Sfeir. Secondo l'autorevole L'Orient Le jour, invece, il patriarca e Joumblatt "si sono trovati sulla stessa lunghezza d'onda", "malgrado alcune differenze".

Ieri, intanto, sono rientrati a Damasco due dei cinque ufficiali siriani convocati dalla Commissione d'inchiesta internazionale. Tra loro l'ex-responsabile dei servizi segreti siriani in Libano, il generale Roustom Ghazale, che ha espresso la sua piena soddisfazione del clima che ha regnato durante il suo soggiorno a Vienna ed ha insistito sulla non complicità del suo governo nell'assassinio di Hariri. Sulla questione anche oggi la stampa siriana continua nelle sue critiche alla posizione del governo libanese nei riguardi della Siria, "che non ha risparmiato il sangue di molti suoi figli per difendere l'integrita territoriale del Libano", ha scritto il giornale "Ottobre" nel suo editoriale. Lo stesso giornale ha accusato i libanesi della responsabilità delle fosse comuni trovate in alcune regioni del Paese.

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