I pastori tagiki del XXI secolo
Attraversando passi anche a 3mila metri di altezza percorrendo con le loro greggi centinaia di chilometri i čabany tengono viva un'attività che produce un tipo di carne ovina di assoluta eccellenza. Una vita dura, esposta allo sfruttamento senza scrupoli dei padroni dei pascoli ma con un solido codice non scritto di solidarietà e una profonda armonia con la natura.
Dushanbe (AsiaNews) - Quest’anno i pascoli montani del Tagikistan sono stati invasi dalle piogge, che hanno prodotto un grande rigoglio di erbe per la gioia dei čabany, i pastori locali che sono soddisfatti delle condizioni dei prati, ma sono preoccupati per la proprietà dei pascoli. Questo intero paradiso appartiene a privati, che sfruttano senza scrupoli questi rappresentanti delle antiche tradizioni del popolo tagico. Gli allevatori sono costretti ad affittare i pascoli per somme ingenti, il che in definitiva incide sulla qualità del prodotto finale.
I giornalisti di Asia Plus si sono recati in queste zone per verificare le condizioni delle persone e degli animali, attraversando l’itinerario più sicuro attraverso la gola di Karatag fino alla confluenza dei fiumi Sarmin e Karatag, svoltando a ovest prima di raggiungere il villaggio di Hakimi. La salita qui è lunga e consiste in tre passi: Sarmin, Kadžob e Kharogmazor, di cui quest'ultimo, il più alto, si trova a circa 3.000-3.500 metri. Dopo aver attraversato il Kharogmazor, si entra nella valle del fiume Yakhob, dove pascolano le greggi.
La razza ovina Gissar è la più grande al mondo, e produce carne e grasso di altissima qualità. Gli animali possono affrontare lunghi viaggi, dai 400 ai 500 km, e possono raggiungere un peso di 200 kg. Il loro capo pastore, Boboyor, divide il suo gregge in due gruppi: uno composto solo da pecore, l'altro da montoni e capre. Il gregge viene utilizzato anche per l'addestramento di arieti da riproduzione. Il campo dei čabany è situato sulla cima della montagna, dove si sono accampati qui per controllare l'intero pascolo. I pastori dicono che la fenditura riparata dal vento è accogliente, ma pericolosa; ad esempio, gli orsi non si arrampicano fino in cima. Il principale aiutante del pastore è il cane; si tratta di un comune cane da pastore, sebbene non di razza pura, che custodisce fedelmente il gregge. Non teme i lupi e ha combattuto due volte contro un leopardo delle nevi, ma è stato sconfitto ed è rimasto ferito per diversi giorni.
La stagione degli accoppiamenti si svolge in ottobre, in modo che il parto avvenga a marzo e non prima, per evitare che gli agnelli appena nati muoiano di freddo. Alla mattina l'Arkor (il capo pastore) Boboyor indica ai suoi subordinati dove condurre la mandria; solo lui conosce i confini del pascolo che gli è stato assegnato. A volte gli apprendisti sconfinano nella terra altrui e sorgono delle discussioni, perciò è importante obbedire al capo.
È impossibile immaginare la vita del gregge senza gli asini. "I miei cani non sono molto bravi, ma gli asini sono abilissimi", scherza Boboyor. Il gregge impiega cinque asini che trasportano merci, legna da ardere, acqua e cibo. Non richiedono cure particolari, e possono percorrere itinerari inaccessibili ad altri animali. Dopo aver caricato gli asini, i pastori li mandano a destinazione; trovano da soli l'indirizzo e consegnano il carico in tutta sicurezza, e ogni asino trasporta fino a 100 chili di carico.
Uno dei nemici naturali dei pascoli è il piccolo ghiacciaio, e ai pastori tocca verificarne la consistenza per vedere se è possibile attraversarlo. I ghiacciai continuano a sciogliersi, e prati un tempo incantevoli si sono trasformati in paludi a causa delle inondazioni, che possono inghiottire le persone, e gli animali intrappolati non riescono a fuggire. Il primo čaban Boboyor assicura comunque che la dura vita del pastore piace molto a lui e ai suoi aiutanti: “È la professione più virile e coraggiosa, ogni giorno attraversiamo decine di chilometri in alta montagna, cercando di custodire il gregge integro e sano”.
Oggi a Pašmikukhna si contano oltre 20 greggi provenienti da Šakhrinav e Regar. Ognuno è composto da mille o più capi di bestiame di piccola taglia; tre o quattro pastori gestiscono quest'attività, nonostante i pericoli che si presentano a ogni passo, ma riescono a prosperare in questa vita difficile. I čabany hanno un codice non scritto: offrono sempre aiuto a turisti, alpinisti, geologi e pellegrini in difficoltà, tutti coloro che si avventurano nelle remote montagne per svariati motivi. Soprattutto, i pastori del Tagikistan vivono in armonia con la natura, perché essa è la loro prima casa.
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