23/06/2026, 08.37
RUSSIA
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I veterani, eroi maledetti di Mosca

di Vladimir Rozanskij

Secondo una notizia pubblicata e poi censurata sui media di Stato sarebbero ben 250mila gli uomini rientrati dal fronte che faticano a trovare lavoro in Russia. Il sito Veter ne ha contattati alcuni raccontando le loro storie che riportano la memoria al periodo successivo alla guerra dell’Urss in Afghanistan, con tante tensioni sociali irrisolte.

Mosca (AsiaNews) - Nel dicembre 2025, Sergej Novikov, un funzionario dell'amministrazione presidenziale di Mosca, dichiarò che il numero di uomini rientrati dalle "operazioni militari speciali" che non riuscivano a trovare lavoro aveva raggiunto quota 250mila; i media statali furono addirittura costretti a cancellare la notizia. Vladimir Putin afferma regolarmente che gli ex militari hanno bisogno di assistenza per trovare lavoro e assegna compiti in tal senso ai suoi subordinati.

Sono stati avviati centinaia di programmi specializzati in varie regioni della Russia; la fondazione "Difensori della patria" dovrebbe occuparsene in modo specifico, affermando di aver aiutato più della metà dei candidati a trovare un impiego. In realtà, per quanto si possa constatare, molte aziende hanno paura ad assumere ex militari. Ciò è confermato sia dalle testimonianze degli stessi "veterani delle operazioni speciali", sia dalle notizie secondo cui i datori di lavoro in diverse regioni russe sono già stati multati per non aver riservato quote ai veterani della guerra con l'Ucraina e per essersi rifiutati di assumerli. Il sito Veter ha contattato alcuni veterani smobilitati della guerra con l'Ucraina, e ha descritto come si sentono emarginati nella vita civile.

Dmitrij Bodjagin, un lavoratore divorziato di 52 anni di Čeboksary, non solo si è offerto volontario per la guerra in Ucraina, ma ha anche convinto in anticipo l'ufficio locale di arruolamento militare. Dice di aver cercato di andare al fronte dal maggio 2022 per "essere utile al Paese", ma è stato respinto due volte a causa della sua età e dei suoi precedenti penali. "Nel 1994, due poliziotti ubriachi hanno picchiato un uomo e io l'ho difeso. Sono stato accusato di legittima difesa eccessiva", spiega (in realtà, è stato condannato per lesioni personali gravi intenzionali; la sua condanna è stata cancellata nel 1995). Inizialmente, l'ufficio di arruolamento militare ha respinto Bodjagin con le parole "non rovinare la reputazione dell'esercito"; ma la terza volta, nel giugno 2023, "quando hanno iniziato ad arruolare chiunque, anche dalle colonie penali", è stato finalmente accettato. Trovandosi in guerra, Bodjagin si rese conto che "l'esercito di oggi non è più quello di una volta", e "gli ufficiali considerano i soldati carne da cannone".

Il fratello di 44 anni è morto al fronte nel maggio del 2024, e anche Dmitrij è rimasto ferito, tornando alla vita civile nel marzo del 2024. Afferma di non aver mai ricevuto alcun risarcimento assicurativo per le sue ferite: "Sono stato portato in ospedale troppo tardi e il comandante non ha redatto un rapporto. Inoltre, i documenti attestavano che avevo una malattia, non delle ferite". Ha cercato di tornare a lavorare, "faccio colloqui, ho esperienza e un grado di quinta classe, tutto va bene, sono contenti di assumermi, ma appena scoprono che sono un veterano delle forze di difesa aerea, mi rifiutano immediatamente. In totale, sono stato rifiutato da 16 aziende in un anno e mezzo", si lamenta.

Prima di andare al fronte, Dmitrij Seleznev, 37 anni di Krasnodar, lavorava come allenatore di nuoto per bambini in una scuola locale. Nel novembre 2022 ricevette una convocazione dall'ufficio di reclutamento militare. Aveva una moglie e un figlio di otto anni a casa, e nel maggio 2023 fu coinvolto in un attacco di mortaio, e perse un braccio. Dopo un mese in un ospedale militare, lasciò il servizio e tornò a casa. "Sapevo che avevano assunto una nuova ragazza per prendere il mio posto nella sezione nuoto, e guarda caso era in congedo di maternità. La scuola cercava un allenatore", racconta. "Sono andato da loro. La direttrice ha esitato, ma non se la sentiva di rifiutarmi, quindi mi ha assunto." Lavoravo come al solito, tutto andava bene, poi un mese dopo la preside mi ha convocato e mi ha detto che i genitori degli studenti erano contrari al fatto che insegnassi: "Non è niente di personale, sei un insegnante meraviglioso, una brava persona, ma tutti vedono le notizie sui crimini commessi dai veterani di ritorno dalla guerra con l'Ucraina, e nessuno vuole giocare alla roulette russa". Ho risposto: "ma io difendevo il mio Paese...", e lei ha replicato: "E i genitori sono costretti a proteggere i loro figli da te. Beh, questa è la vita".

Il sito raccoglie molte altre storie simili, che riportano la memoria al periodo successivo alla guerra dell’Urss in Afghanistan, con tante tensioni sociali irrisolte. Uno dei motivi per cui Putin e la dirigenza russa non vogliono fermare i conflitti in corso, anzi ne progettano altri per il futuro, è proprio per non dover affrontare i conflitti interni alla società russa, con i reduci e veterani sempre più emarginati, e un’intera popolazione che si rinchiude negli interessi privati, cercano di tenersi alla larga da ogni conseguenza della guerra.

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