16/07/2011, 00.00
INDIA
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Il Carmelo di Mumbai prega per la pace nella città segnata dalle bombe

di Nirmala Carvalho
La festa di Nostra Signora del Monte Carmelo celebrata nel monastero di Andheri East, alla periferia di Mumbai. Le suore pregano per la città umiliata dalle bombe, per i feriti, per le famiglie degli uccisi. Ma esse pregano soprattutto perché in India e a Mumbai cresca la pace, l’armonia, la mutua tolleranza. La testimonianza di Sr Mary Joseph, da 40 anni convertita dall’induismo.
Mumbai (AsiaNews) – La festa di Nostra Signora del Monte Carmelo, celebrata oggi nel monastero carmelitano di Andheri East, è stata l’occasione per chiedere a Dio e alla Vergine pace per la città, che il 13 luglio scorso è stata di nuovo colpita dal terrorismo.

Fin dal mattino presto, amici e parenti delle suore si sono mossi per preparare la festa, parlando sottovoce e muovendo tavoli e sedie senza fare rumore, per non rovinare il silenzio del chiostro.

Il monastero delle carmelitane a Andheri East, alla periferia di Mumbai è un’oasi di silenzio e di pace, ancora più apprezzata in questo periodo di instabilità e insicurezza che affligge Mumbai dopo l’esplosione delle tre bombe in centro città, in luoghi molto frequentati.

Le bombe artigianali sono scoppiate a Dadar, al Zaveri Bazaar e all’Opera House, dove si trovano il mercato dell’oro e quello delle gemme e diamanti. Alla frustrazione della gente per la carneficina che ha ucciso 21 persone e ferito oltre 100, si aggiunge quella della polizia, che non riesce a trovare nessun sospetto: ogni prova o traccia è stata dilavata dalle piogge monsoniche.

La città non ha requie, ma qui al monastero, tutto parla di pace. Le suore fanno vita contemplativa, ma questo non significa che essere sono separate dal mondo. Al contrario, esse sono molto coscienti dei dolori e dei problemi. In questi giorni esse pregano in modo incessante per la città umiliata dalle bombe, per i feriti, per le famiglie degli uccisi. Ma esse pregano soprattutto perché in India e a Mumbai cresca la pace, l’armonia, la mutua tolleranza.

Per la messa della Madonna del Carmine, il presidente della celebrazione, mons. Agnelo Gracias, a chiesto a tutti i presenti di pregare per la pace da “questa casa di preghiera e di pace” che è il monastero.

“La vita carmelitana – ha sottolineato mons. Gracias – è una vita nascosta dal mondo, ma è una vita per Dio, per la Chiesa e per il mondo. Noi che di continuo corriamo qua e là, appesantiti da molte cose non necessarie, bombardati dal rumore e dalla violenza, tendiamo a dimenticare il profondo significato della vita che qui vediamo invece testimoniato”.

Il prelato ha paragonato la tradizione del Monte Carmelo, il luogo dove Elia cercava il rapporto con Jahvè, con la tradizione indù del monte Kailash e dell’Himalaya, considerato un luogo dove dimora la divinità.

E ritornando ancora al dolore che avvolge la città, ha ricordato che “anche Maria ha attraversato momenti bui, in cui essa non capiva… Da qui il valore del silenzio, della contemplazione, della preghiera per fare spazio a Dio”.

Fra le ospiti del Carmelo vi è Suor Mary Joseph, battezzata 40 anni fa proprio da mons. Gracias (allora semplice sacerdote). Sr Mary Joseph (che si chiamava Radha Krishnan e proveniva dall’induismo), racconta ad AsiaNews tutta la sua gioia per la fede in Cristo: “Vorrei gridare a tutto il mondo quanto è meraviglioso appartenere a Gesù…Allo stesso tempo mi domando: chi sono io per essere stata scelta e ripiena di questa grazia? Vi sono milioni di ragazze e ragazzi migliori di me, cresciuti nella fede cattolica fin dall’infanzia. Come desidero che tutti, giovani e vecchi, possano comprendere l’enorme tesoro di felicità e pace che la Chiesa, nostra madre, può offrire ai suoi figli!”.
 
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