02/02/2006, 00.00
CINA - STATI UNITI
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Il Congresso degli Stati Uniti condanna le ditte internet per la censura in Cina

Duro monito per avere anteposto il profitto alla libertà. Si parla di un codice di condotta. I blogger cinesi commentano con rabbia.

Washington (AsiaNews/Scmp) – Dura condanna del Congresso degli Stati Uniti contro le principali ditte internet per la loro collaborazione con la censura cinese. E in Cina numerosi siti web ospitano commenti infuriati di cittadini.

Le ditte statunitensi – ha detto il Gruppo parlamentare per i diritti umani, riferendosi a Microsoft, Google, Cisco, Yahoo – hanno posto il profitto prima del principio della libertà di parola.

"Con tutto il loro potere e influenza, ricchezza e alta visibilità, le ditte – ha detto Tom Lantos, membro del Comitato - non hanno adottato quelle scelte positive che gli attivisti cinesi per i diritti umani prendono ogni giorno". Le quattro ditte sono convocate per il 15 febbraio davanti allo House International Relations Subcommittee, supervisore per i diritti umani.

Per operare nel vasto mercato cinese, le ditte hanno accettato censure e fornito informazioni su chi va in rete. Ad esempio, Google censura termini come "diritti umani" o "indipendenza Taiwan". Yahoo è accusata di avere fornito informazioni alle autorità cinesi che hanno consentito l'identificazione e l'arresto del giornalista Shi Tao come autore di articoli contro la violazione dei diritti umani in Cina. Microsoft, su richiesta del governo, ha oscurato il sito di un noto giornalista cinese.

La Cina – dice Carolyn Bartolomew, esperta internazionale – ha potuto così perfezionare una tecnologia di filtraggio che esporta ad altri "regimi oppressivi come Corea del Nord e Uzbekistan".

Reporters senza frontiere, Amnesty International e Human Rights Watch chiedono al Congresso l'adozione di un codice di condotta per le ditte internet, che protegga la libertà di parola.

I blogger cinesi sono infuriati. "E' vergognoso – dice un commento su un blog nella centrale città di Changsha– che Google, Yahoo, MSN e le altre ditte collaborino con la repressione in Cina, in modo identico a come alcune ditte hanno fatto decenni fa con i nazisti in Germania".

"La storia giudicherà questi collaborazionisti – scrive tale Erping Zhang - e spero che avvenga molto presto".

"Le ditte occidentali – commenta il signor 'Watson' – cambiano sempre i loro iniziali atteggiamenti mentali, quando vengono in Cina". (PB)

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