Il Punjab congela il ritorno ai nomi storici di Lahore per tensioni confessionali
Il governo provinciale ha differito la decisione relativa al ritorno alle denominazioni del passato coloniale per critiche sui social e in ambienti conservatori. Per alcuni è solo uno sforzo per preservare la storia; per altri solleva questioni delicate su identità nazionale e significato della narrativa pakistana post-1947. Dietro la controversia uno scontro più ampio nella governance.
Lahore (AsiaNews) - Il governo del Punjab avrebbe procrastinato la decisione di ripristinare i nomi storici originali di strade, vie e località a Lahore, a seguito delle critiche provenienti da ambienti conservatori e da internauti sui social media, che hanno attribuito alla proposta una connotazione religiosa. L’iniziativa è stata discussa durante una riunione del Lahore Heritage Areas Revival (Lhar) tenutasi a marzo sotto la guida congiunta di Nawaz Sharif e di sua figlia Maryam Nawaz. Secondo quanto riferito, nel corso dell’incontro si sarebbe approvato il ripristino di diversi nomi precedenti alla partizione, nell’ambito di uno sforzo più ampio volto a preservare l’identità storica e culturale della metropoli nei pressi del confine con l’India.
Tuttavia, poco dopo l’annuncio gruppi religiosi, vlogger e commentatori online hanno criticato la proposta, descrivendola come un tentativo di far rivivere l’identità indù o dell’era coloniale. Le reazioni negative si sono diffuse rapidamente sui social media, costringendo l’amministrazione provinciale alla difensiva. Rispondendo alle domande di Dawn il vice commissario di Lahore, capitano in pensione Muhammad Ali Ijaz, ha negato che sia stata già presa una decisione definitiva “in tal senso”. Egli ha insistito affermando che la questione è ancora in discussione, nonostante la precedente approvazione e il comunicato ufficiale diffuso dall’ufficio del primo ministro.
Da quel momento la controversia ha innescato un più ampio dibattito pubblico relativo alla conservazione del patrimonio culturale, alle politiche identitarie e alla crescente influenza esercitata dai social media sul processo decisionale politico in Pakistan. I sostenitori del restauro sostengono che miri a preservare l’autentico carattere storico di Lahore, più che a promuovere una religione specifica. Storici, urbanisti e attivisti per il patrimonio rispondono che la metropoli non dovrebbe essere vista solo come una città del dopoguerra del 1947, ma come un centro culturale secolare plasmato da influenze musulmane, sikh, indù, moghul, punjabi e coloniali.
Nomi come Krishan Nagar, Dharampura, Laxmi Chowk e Jain Mandir Road sono indicatori storici che riflettono la memoria della civiltà cittadina. Cancellarli o sostituirli, sostengono, finirebbe per indebolire il legame di Lahore con il proprio passato. Molti difensori del patrimonio sottolineano inoltre che diversi nomi antichi continuano a sopravvivere in modo informale nel linguaggio quotidiano. A dispetto della nuova denominazione ufficiale avvenuta nel corso dei decenni, i residenti continuano comunemente a riferirsi a molte località e strade coi loro nomi storici. Per questo motivo, alcuni abitanti di Lahore considerano il ripristino proposto come in gran parte simbolico, poiché i nomi originali non sono mai scomparsi completamente dalla memoria collettiva.
Di recente la Lhar ha invitato storici, architetti, studiosi, urbanisti e personalità di spicco della città a discutere la proposta e a fornire raccomandazioni in merito al ripristino dei vecchi nomi in tutta Lahore. Secondo i partecipanti, l’incontro si è concluso con un ampio consenso sul fatto che l’identità storica della metropoli rappresenti un prezioso patrimonio culturale che merita di essere preservato per le generazioni future. “La maggior parte dei partecipanti - ha riferito una persona presente all’incontro - si è espressa a favore del ripristino dei nomi storici di strade e vicoli”.
Nel corso degli anni, molte strade e quartieri di Lahore sono stati rinominati, spesso sostituendo una toponomastica dell’era britannica o associata all’induismo con quelli di personalità islamiche, pakistane o nazionali. Queen’s Road è diventata Fatima Jinnah Road, Lawrence Road è stata ribattezzata Bagh-i-Jinnah Road e Davies Road è diventata Sir Aga Khan Road. Allo stesso modo, Krishan Nagar è diventata Islampura, Dharampura è stata ribattezzata Mustafabad e Laxmi Chowk è stata ribattezzata Maulana Zafar Ali Khan Chowk.
I critici del piano di restauro, tuttavia, sostengono che il ripristino di tali nomi potrebbe creare inutili tensioni culturali o indebolire l’identità islamica del Pakistan post-partizione. Alcune voci conservatrici sui social media hanno definito la proposta come un tentativo di minare i valori ideologici associati alla creazione del Paese. L’apparente marcia indietro del governo a seguito delle critiche online è diventata essa stessa oggetto di attacchi.
L’attivista sociale Gull Marria spiega ad AsiaNews che l’episodio ha dimostrato come persino i nomi delle strade in Pakistan possano diventare questioni cariche di connotazioni politiche ed emotive. “Se l’obiettivo - sottolinea - è quello di ripristinare la storia, allora bisogna spiegarlo adeguatamente alla gente invece di fare marcia indietro sotto pressione. I leader dovrebbero placare la confusione, non fuggirla”.
Un altro attivista, Haris Jameel, si è chiesto se un’iniziativa politica di tale portata debba essere influenzata in modo così marcato dall’indignazione online. “È difficile credere che una decisione governativa così importante - ha affermato - sia stata rinviata semplicemente a causa delle reazioni negative di vlogger casuali”. “I governi - ha poi aggiunto - dovrebbero guidare, non farsi prendere dal panico ad ogni reazione sui social media da parte di cosiddetti elementi estremisti”.
Gli osservatori politici sostengono che la controversia rifletta un cambiamento più ampio nella governance, in cui le narrazioni sui social media influenzano sempre più il processo decisionale ufficiale, specialmente su questioni legate alla religione o all’identità nazionale. Inoltre, il dibattito mette in luce la continua lotta del Pakistan su come conciliare il proprio retaggio pre-Partizione con la sua identità ideologica moderna. Per alcuni, il ripristino dei nomi storici è semplicemente uno sforzo per preservare la storia culturale di Lahore. Per altri, solleva questioni delicate sull’identità nazionale e sul significato della narrativa pakistana post-1947. Per ora, i funzionari del Punjab insistono sul fatto che la proposta rimane in discussione e non è stata annunciata alcuna tempistica formale per l’attuazione di eventuali cambiamenti.
03/07/2019 13:27





