19/01/2008, 00.00
FILIPPINE
Invia ad un amico

Il cordoglio del Papa per la morte del missionario ucciso a Mindanao

di Santosh Digal
Ricordato come “un esempio per i sacerdoti e la gente di tutta la regione, specie per i giovani”. Il Papa chiede agli uccisori di “rinunciare alla violenza” e di lavorare per una “società giusta e in pace”. Il ricordo del suo vescovo. Nessuna novità nelle indagini della polizia.

Manila (AsiaNews) – Papa Benedetto XVI ha espresso ieri “forte cordoglio” per la morte del sacerdote Jesus Reynaldo Roda degli Oblati di Maria Immacolata (Omi) e ha chiesto ai suoi uccisori di “rinunciare alla strada della violenza e di partecipare alla costruzione di una società giusta e pacifica dove tutti vivano insieme in armonia”. Il Segretario di Stato cardinal Tarcisio Bertone ha trasmesso il messaggio papale al vescovo di Jolo mons. Angelito Lampon e ai confratelli dell’Omi.

Padre Roda è stato ucciso da almeno 10 persone quando ha resistito al tentativo di rapimento, la sera del 15 gennaio nella cappella della Scuola di Nostra Signora a Tabawan (Tawi-Tawi). I rapitori sono fuggiti portando via un insegnante musulmano, Omar Taub.

Mons Bertone ha aggiunto che il Papa “è stato molto addolorato per la notizia del brutale e tragico omicidio” di padre Roda, ma è grato che “sia stato un esempio per i sacerdoti e la gente di tutta la regione, specie per i giovani”. “Il Santo Padre affida la popolazione di Tabawan alla materna protezione della Nostra Benedetta  Madre e con gioia dà la sua apostolica benedizione come augurio che ci siano fiducia e saldezza in questo momento di dolore”.

Intanto proseguono le ricerche della polizia, che ritiene il gruppo legato agli estremisti islamici di Abu Sayyaf. Joel Goltiao, capo della polizia della regione di Mindanao, dice che gli assassini sono fuggiti sulla vicina isola di Languyan. Varie fonti dicono che tra loro ci sono due o almeno un membro della polizia. Si ritiene che i 10 siano collegati con circa altri 20 uomini armati e che possano spostarsi tra le isole con una imbarcazione veloce.

“Il gruppo – ha detto Goltiao – si muove con rapidità per sfuggire alle ricerche di polizia ed esercito”. “Gli assassini erano pronti a fuggire con una barca che si sposta anche nella acque basse tra isola e isola”.

Secondo testimoni oculari, il prete ha risposto agli assassini che preferiva morire, piuttosto che essere usato come ostaggio.

Mons Lampon dice che padre Roda, figlio di una delle prime famiglie cristiane di Cotabato City,  sapeva che nella zona i missionari sono in pericolo e “doveva essere trasferito, ma si è rifiutato perché voleva continuare le sue opere missionarie a Tabawan”, specie a favore di tutti i poveri, cristiani e islamici.

“La gente di Tabawan amava molto ‘padre Rey’ ed era così contenta delle sue iniziative che gli hanno chiesto che fossero continuate anche se se ne andava via”. Oltre a dirigere la scuola a Tabawan, Roda si occupava di progetti per migliorare il tenore di vita degli emarginati pescatori locali. “I suoi progetti d’istruzione hanno portato al diploma diversi Samaral e Tausung [popoli locali]. Alcuni di loro sono diventati insegnanti e sono tornati a Tabawan per aiutare l’educazione della loro stessa gente”.

La sua tragica morta, quarto sacerdote Omi ucciso a Mindanao dal 1974, non farà cessare le opere missionarie degli Oblati a Tawi-Tawi e a Sulu. Il funerale ci sarà il 23 gennaio e sarà sepolto nel cimitero dell’ordine a Datu Odin Sinsuat, Shariff Kabunsuan.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Migliaia di cristiani e musulmani al funerale di p. Roda, ucciso mentre pregava
23/01/2008
Esponenti cristiani e musulmani ricordano il sacerdote ucciso a Mindanao
17/01/2008
Libero l’insegnante rapito durante l’omicidio di p. Roda
28/03/2008
Mindanao: a Natale chiese piene nonostante la preoccupazione per gli attentati
28/12/2010
Jolo: leader islamici condannano l’attacco durante la messa di Natale
27/12/2010


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”