20/03/2026, 08.54
KAZAKISTAN
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Il futuro del Kazakistan dopo il referendum

di Vladimir Rozanskij

Il residente Tokaev ha ottenuto con le abituali percentuali "sovietiche" la consacrazione che desiderava. Di fronte a lui la sfida di rendere davvero Astana un modello per la regione con un sistema politico capace di coniugare forza del potere e consenso popolare. Primo banco di prova le elezioni parlamentari in programma in estate. 

Astana (AsiaNews) - Il referendum sulle modifiche della costituzione del Kazakistan che si è tenuto il 15 marzo ha offerto al presidente Kasym-Žomart Tokaev la consacrazione da lui tanto desiderata, con le abituali percentuali “sovietiche” superiori all’80%, e con oltre il 70% dei votanti. Ora Tokaev deve riuscire a mettere in pratica la realizzazione del “nuovo Kazakistan”, che promette di essere un sistema capace di coniugare la forza del potere con il consenso popolare, non una democrazia né un’autocrazia, ma un’immagine che possa fare da riferimento agli altri Paesi della regione centrasiatica, anch’essi molto impegnati nella ricerca di cambiamenti adeguati, e forse anche per tanti altri Paesi e regioni del mondo.

Il direttore per il settore dell’Asia dell’Organizzazione per la collaborazione islamica Ois, il saudita Imran Sadihov, ha commentato il referendum kazaco apprezzando la grande partecipazione popolare, che ha visto un coinvolgimento attivo nella discussione a livello sociale nei mesi precedenti al voto, contribuendo a formare “una coscienza del futuro costituzionale del Paese”. La stessa consultazione è stata molto “pacifica e ordinata”, con un’importante presenza di osservatori internazionali. Anche il segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai, Oleg Kopylov, ha dichiarato che la missione dei propri osservatori “non ha riscontrato alcuna violazione delle procedure” che potesse influire sul risultato del referendum.

La preparazione della consultazione è passata attraverso numerosi eventi culturali e artistici, oltre ai comizi e alle assemblee delle istituzioni politiche. All’Accademia filarmonica intitolata a Erkegali Rakhmadiev si era conclusa la campagna della coalizione nazionale “Per la Costituzione popolare di un Kazakistan giusto e progressivo”, che aveva organizzato migliaia di incontri a vari livelli, coinvolgendo oltre un milione di persone a discutere del futuro del Paese. Dopo la proclamazione dei risultati, Tokaev ha voluto incontrare i rappresentanti dei movimenti giovanili del Paese, affermando che “la nuova costituzione è il fondamento della nostra indipendenza e sovranità” e augurando ai giovani di diventare protagonisti a cominciare dalle prossime elezioni parlamentari che si terranno in estate, per eleggere i deputati della nuova camera unica o Kurultaj, “assemblea popolare”.

Nella capitale Astana erano stati coinvolti tutti i gruppi sociali e professionali, compresi i rappresentanti del mondo dell’istruzione e della scienza, della sanità e delle infrastrutture dei trasporti, fino al settore dell’edilizia e alle piccole e medie imprese, e così via. All’assemblea finale nel teatro filarmonico erano stati presentati i risultati di questo grande lavoro a livello popolare, con i discorsi dei deputati del “vecchio” Mažilis come Ajdos Sarym e Marat Bašimov, dirigenti della coalizione in favore della nuova costituzione. È intervenuto anche il segretario della filiale cittadina del partito Amanat, Mukhammed Bolysbek, quello del partito Auyl Ulan Abdykhanov e diversi altri politici e attivisti sociali. L’assemblea si è aperta con un intenso programma concertistico, con la coppia di famosi cantanti Ulykpan Žoldasov e Farida Žoldasova, il gruppo di ballo contemporaneo Alem, il vincitore del concorso The Voice Qazaqstan Kuralaj Mejrambek e tanti altri artisti.

Anche il presidente della commissione elettorale dell’Uzbekistan, Zajniddin Nizamkhodžaev, era presente come uno degli osservatori internazionali e ha dato una valutazione molto positiva della consultazione referendaria, come comunica Kazinform, avendo ricevuto spiegazioni esaurienti prima della sua realizzazione, illustrando tutte le tappe della campagna, che a suo parere “costituiscono un eccellente esempio di come si può costruire una democrazia veramente partecipata”.

Le impressioni di tanti osservatori e commentatori concordano che l’esperienza del Kazakistan può costituire una “nuova pietra miliare” per tutta la regione, sottolineando proprio la grande e accurata preparazione a tutti i livelli, sperando che oltre ai concerti e agli applausi riesca a mostrare un vero progresso nel governo del Paese, nel rispetto dei diritti e nelle relazioni internazionali.

Foto: Nurken/Wikipedia

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