11/01/2006, 00.00
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Il mondo comincia a reagire alla decisione di Teheran sul nucleare

Riunione domani dei tre ministri degli esteri europei, nell'azione dei quali la Cina dice di confidare. "Inquieto" il ministro degli Esteri di Mosca, possibilista su un veto in una eventuale dibattito al Consiglio di sicurezza.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Sta suscitando reazioni forse più vaste di quanto Teheran si aspettasse la decisione annunciata ieri dall'Iran della ripresa delle ricerche per l'arricchimento dell'uranio che, portate avanti da uno dei massimi produttori di petrolio sono viste dal resto del mondo più in una prospettiva militare che civile. Alla prevedibile reazione negativa degli Stati Uniti ed alla delusione degli europei, che tramite Francia, Gran Bretagna e Germania stanno conducendo una faticosa trattativa, si è unito l'allarme espresso, seppur con toni diversi, da Russia e Cina, cioè da Paesi sempre schieratisi a fianco dell'Iran.

Sul piano interno, invece, il fronte sembra compatto dietro a quelle che appaiono parole d'ordine di un nuovo nazionalismo. Al presidente Ahmadinejad, che ha voluto la ripresa della "ricerca", si è oggi unito l'ex presidente Rafsanjani, considerato un pragmatico, secondo il quale il suo Paese non rinuncerà a sviluppare una propria tecnologia nucleare.Rafsanjani ha replicato alle critiche affermando, riferisce l'agenzia ufficiale Irna, che l'Iran "non può rinunciare ai suoi diritti".

La stessa Irna, peraltro, dando ieri l'annuncio della decisione governativa, scriveva che essa era stata presa "secondo un accordo con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea)".

Proprio la decisione se sottoporre all'Aiea la questione iraniana sarà invece uno dei temi dei colloqui che vedranno riuniti a Berlino, domani, i ministri degli esteri di Germania Frank-Walter Steinmeier, Francia,  Philippe Douste-Blazy, e Gran Bretagna, Jack Straw. Con loro anche il responsabile della politica estera europea Javier Solana. Dalla riunione di Berlino, i risultati della quale verranno comunicati al segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, potrebbe venire anche una "raccomandazione" sui rapporti futuri con Teheran, o un rapporto al Consiglio di sicurezza, secondo i desideri americani. In quest'ultimo caso, non sembra scontato come in passato il veto russo a sanzioni contro l'Iran. il ministro russo della Difesa Serghei Ivanov si è detto oggi "deluso e allarmato" dalla decisione di Teheran. Di fronte poi all'ipotesi che la questione venga portata all'esame del Consiglio di sicurezza, il ministro non ha preannunciato un veto, ma rivendicato libertà. "Come membro permanente del Consiglio di Sicurezza - ha detto – la Russia ha il diritto di agire come la situazione richiede, avendo le mani libere".

Sempre in Russia, il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, che ieri si era detto "inquieto" per la decisione di Teheran, si è oggi dichiarato d'accordo con il segretario di Stato americano Condoleezza Rice nell'esprimere "profondissima delusione" per la decisione iraniana. Proprio Mosca si era proposta all'Iran per eseguire sul suo territorio l'arricchimento dell'uranio.

Anche Pechino, tramite l'agenzia Nuova Cina, ha parlato di "preoccupazione globale". Sul piano politico ha poi citato le posizioni dei leader di vari Paesi. Per la Cina ha riportato le parole del portavoce del ministero degli esteri Kong Quan, secondo il quale la strada migliore è quella dei colloqui tra l' Iran e i tre Paesi dell' Unione Europea. Che sta già considerando di annullare la sua nuova tornata di colloqui con l'Iran in programma per il 18 gennaio.

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