27/04/2005, 00.00
AFGHANISTAN
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Kabul: una scuola di pace, voluta anche da Giovanni Paolo II

Mons. Giuseppe Moretti, unico parroco in Afghanistan, racconta la nascita della scuola da poco inaugurata. Tra i benefattori vi è Giovanni Paolo II.

Kabul (AsiaNews) – Per 23 anni il parroco dell'unica chiesa cattolica in Afghanistan ha sognato una sola cosa: regalare ai bambini afghani una scuola come quelle dei loro coetanei occidentali. Il mese scorso questo sogno si è realizzato e mons. Giuseppe Moretti ha tagliato il nastro della "Scuola di pace", che ora offre un'istruzione elementare adeguata a circa 500 tra bambini e bambine del villaggio di Tangi Kalai, 20 km da Kabul.  

Il barnabita 66enne, superiore della missio sui iuris dell'Afghanistan, racconta ad AsiaNews come si è materializzato il suo sogno. La scuola è stata inaugurata il 24 marzo scorso, giovedì santo. "È stata solo una coincidenza – spiega – ma per me molto significativa, in quanto l'aiuto datoci dalla Provvidenza nel portare a termine questo progetto è stato infinito". La scuola è pubblica, dipende dal ministero dell'Istruzione, ha insegnanti afghani ma è stata costruita totalmente grazie alle donazioni raccolte da mons. Moretti e dai suoi "confratelli barnabiti in Italia". "Il 50% delle offerte è arrivato da Recanati (paese d'origine del sacerdote, ndr) e una parte anche da papa Giovanni Paolo II, niente finanziamenti da grandi enti o istituzioni".

Mons. Moretti, parroco della chiesa interna all'ambasciata italiana a Kabul, spiega che all'inaugurazione era presente "tutto il villaggio: padri e bambini tranne le donne, che per legge non possono partecipare". "Le bambine – continua – hanno intonato un canto religioso, seguito poi dalla preghiera del mullah e la consegna simbolica della chiave al capo villaggio".

Alla cerimonia erano presenti anche militari della coalizione ancora impegnati in Afghanistan per la stabilità del paese. "I soldati hanno contribuito in modo importante alla costruzione della Scuola", spiega mons. Moretti. "la zona dove sorge l'edificio scolastico è sotto la protezione del truppe tedesche; gli americani ci hanno regalato gli arredi quando non avevamo più denaro a disposizione; gli italiani hanno spianato il terreno e iniziato i lavori per il campo polisportivo". 

La "Scuola di pace" non ha nulla da invidiare alle scuole occidentali: spazi ampi, aule luminose, materiale didattico a sufficienza per più di un anno, "qui quaderni e penne sono oro". Mons. Moretti spiega di aver scelto un luogo fuori dalla città  per dimostrare che i bambini dei villaggi "non sono di seconda categoria". "Ora la mia missione è conclusa – confessa il sacerdote – ma non smetto di sognare: sogno che questa scuola possa essere un'inesauribile sorgente di costruttori di pace". Il barnabita è fiducioso: "Affido tutto alle autorità locali, che sapranno gestire con saggezza quello che abbiamo costruito, diffondendo i giusti valori del rispetto reciproco e della pace".

Mons.Moretti, unico prete cattolico in Afghanistan dal 1990 al '94, conclude raccontando che la testimonianza cristiana in questo paese "continua a produrre frutti". "Dall'inizio dell'anno fino a Pasqua ho celebrato due battesimi di giovani americani; è un segnale importante per la comunità internazionale". Altro segno di speranza per i cattolici nel paese viene dalla grande partecipazione alle funzioni dell'ultima Pasqua: "Nel 2003 eravamo una decina, quest'anno nella Settimana santa la chiesa è stata sempre piena: eravamo circa 100". (MA)
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