27/08/2015, 00.00
INDIA
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Karnataka, il governo risarcisce le vittime cristiane degli attacchi del 2008

di Nirmala Carvalho
Le 12 vittime riceveranno una ricompensa di 15mila rupie (200 euro). Lo Stato ha riconosciuto la responsabilità dei radicali indù. Le violenze sono scoppiate poco dopo l’ascesa al potere del Bharatiya Janata Party.

Mangalore (AsiaNews) - Il governo dello Stato indiano del Karnataka (sud-ovest del Paese) ha deciso di risarcire con 15mila rupie (circa 200 euro) 12 vittime che hanno subito ferite negli attacchi contro i cristiani nel 2008. Tra queste, anche alcune suore e donne, che manifestavano in modo pacifico contro la brutalità dei radicali indù. Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), esprime ad AsiaNews “profonda soddisfazione per la decisione delle autorità statali”.

Nel settembre 2008 militanti del Bajrang Dal [ala giovanile del Sangh Parivar, l’organizzazione-ombrello che raccoglie molte associazioni paramilitari indù - ndr] hanno attaccato oltre 20 chiese e luoghi di culto protestanti ed evangelici a Mangalore, Dakshina Kannada, Udupi e in altri distretti, fra cui Bangalore e Kolar. Nel 2011 il giudice BK Somasekhara ha presentato una relazione in cui escludeva ogni responsabilità di governo e polizia negli attacchi alle chiese. La versione del giudice è stata però rigettata nel 2014 da una decisione dello stesso governo del Karnataka, che ha definito il rapporto “dettato da motivazioni politiche per scagionare i radicali indù del Sangh Parivar”. La National Human Rights Commission dell’India ha riconosciuto l’uso eccessivo della forza da parte della polizia e ha stabilito un risarcimento di 15mila rupie (200 euro) per coloro che hanno subito violenza.

Il presidente del Gcic spiega: “La serie di attacchi a chiese e istituzioni cristiane dell’area costiera di Karnataka nel settembre 2008 è avvenuta poco dopo la presa di potere nello Stato da parte del Bjp [Bharatiya Janata Party, partito nazionalista indù, estensione politica del Sangh Parivar - ndr] nel maggio dello stesso anno e sulla scia dei pogrom di Kandhamal di agosto [di cui pochi giorni fa si ricordava l’anniversario - ndr]”. “Istigati da persone con interessi personali - continua - i fondamentalisti indù hanno attaccato cristiani pacifici e i loro luoghi di culto, senza aver ricevuto alcuna provocazione. Le loro azioni insensate hanno scioccato l’intera nazione, creando un senso di paura e insicurezza tra i membri della comunità cristiana nel Paese”. 

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