12/01/2011, 00.00
INDIA
Invia ad un amico

Karnataka, pastore protestante aggredito chiede la protezione del governo

di Nirmala Carvalho
Isaac Samuel, sfuggito a un aggressione mortale il 2 gennaio, rigetta le accuse di istigazione all’odio interreligioso e chiede che il governo gli permetta di pregare in sicurezza. E denuncia l’ingiustizia compiuta dalla polizia contro i nomadi cristiani.

Mumbai (AsiaNews) – Isaac Samuel, il pastore protestante sfuggito per miracolo a un attentato mortale il 2 gennaio a Davanagere, nel Karnataka, chiede protezione per sé e per i suoi confratelli. Isaac Samuel è stato aggredito da un gruppo di estremisti indù armati di mannaia mentre conduceva un servizio di preghiera a Davanagere. (03/01/2011 Tentato omicidio di un leader cristiano indiano in Karnataka). In seguito i suoi aggressori hanno sporto denuncia contro di lui, affermando che stava compiendo conversioni, e che istigava all’odio religioso. Isaac Samuel ha subìto ferite curate con 11 punti di sutura.

In un'intervista esclusiva ad AsiaNews, egli rigetta le accuse di proselitismo e spiega: “Stavo conducendo un pacifico servizio di preghiera per i nomadi Akki Pikki, che sto seguendo da due anni. Mai in precedenza ho ricevuto accuse di attività di conversione”. “Gli Akki Pikki  - continua - sono tribù nomadi che vivono in un accampamento di squatter e la nostra chiesa è una piccola capanna nella colonia di squatter. Ho sempre e solo detto a questi nomadi dell’amore di Gesù Cristo; la preghiera e l’adorazione danno speranza a questa gente, e per questo sono stato aggredito”.

Isaac Samuel ha poi rivolto un appello: “Vorrei che il governo del Karnataka desse protezione a me e alla mia famiglia, in modo che io possa condurre i servizi di preghiera in tranquillità. E che dia protezione a tutti gli altri pastori cristiani in Karnataka che sono attaccati regolarmente dagli estremisti Hindutva”.

Isaac Samuel ha poi denunciato la collusione della polizia con gli estremisti: “Queste 15 famiglie nomadi con cui stavo pregando sono state cacciate via dalla polizia, subito dopo l’aggressione subita il 2 gennaio. Sono fra le persone più povere e marginalizzate, e hanno vissuto in questo accampamento per dieci anni e anche di più, e la polizia le ha obbligate ad andarsene via, senza dare loro nessun altro posto o rifugio. E’ una grossa ingiustizia verso questa povera gente”.

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Karnataka, 23 cristiani riconvertiti all’induismo
03/12/2020 14:20
Karnataka: nuova ondata di violenze e attacchi ai cristiani. Le autorità sono complici
11/04/2011
I vescovi del Karnataka chiedono al chief minister giustizia per i cristiani arrestati
04/11/2011
Karnataka: i radicali indù minacciano nuovi pogrom anticristiani
25/08/2011
Karnataka: la polizia arresta con false accuse un pastore pentecostale
07/06/2011


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”