Kathmandu, si dimette ministro dell'Interno per polemiche su investimenti personali
Sudan Gurung è il secondo membro dell’esecutivo a lasciare il governo a un mese dall'insediamento. Al centro del caso partecipazioni in società assicurative: la scelta per consentire verifiche indipendenti ed evitare conflitti di interesse. Ruolo ricoperto ad interim dal premier Balendra Shah, mentre il governo rimarca l’impegno contro la corruzione.
Kathmandu (AsiaNews) - Il ministro dell’Interno nepalese, Sudan Gurung, ha rassegnato le proprie dimissioni, a meno di un mese dall’insediamento dell’esecutivo guidato da Balendra Shah. È la seconda uscita dal governo, dopo la rimozione del ministro del Lavoro avvenuta lo scorso 9 aprile. Gurung ha ufficializzato la decisione tramite i canali social, motivando la scelta con la necessità di tutelare l’integrità istituzionale e di sottoporsi a un’indagine imparziale in merito a recenti contestazioni sui suoi investimenti finanziari.
Le polemiche sono scaturite dalla pubblicazione delle dichiarazioni patrimoniali obbligatorie, dalle quali sono emerse partecipazioni in due compagnie di micro-assicurazione, la Star Micro Insurance e la Liberty Micro Life Insurance. Società collegate a Deepak Bhatta, imprenditore sotto indagine per riciclaggio di denaro. Sebbene Gurung abbia negato ogni irregolarità, sostenendo che tali quote fossero parte di un portafoglio regolarmente dichiarato e acquisito prima della nomina, le pressioni dell’opinione pubblica e dei movimenti giovanili lo hanno spinto a fare un passo indietro per evitare conflitti di interesse.
La figura di Sudan Gurung, ex attivista e leader della società civile, è strettamente legata alle proteste della Gen Z che nel settembre 2025 hanno scosso il Nepal, quando migliaia di giovani sono scesi in piazza per protestare contro la corruzione e il bando dei social media imposto dal precedente governo, portando alla caduta del premier KP Sharma Oli. Proprio Gurung, ministro dal 27 marzo scorso, aveva ordinato l’arresto di Oli e dell’ex miinistro Ramesh Lekhak, dando seguito alle raccomandazioni di una commissione d’inchiesta indipendente sulle violenze di settembre in cui sono morte decine di persone a causa della dura repressione delle proteste.
Le dimissioni di Gurung rappresentano un passaggio critico per il governo di Balendra Shah, salito al potere con la promessa di una trasparenza assoluta e del contrasto sistemico alla corruzione. Il primo ministro - 35 anni, rapper diventato politico a capo del Rastriya Swatantra Party (RSP); prima ex sindaco di Kathmandu, carica che gli ha consentito di acquisire popolarità - ha assunto temporaneamente la guida del ministero vacante e ha ribadito la volontà di proseguire con il piano di riforme in 100 punti, che include il monitoraggio dei patrimoni di tutti i funzionari pubblici.
All'inizio di questo mese Shah aveva destituito il ministro del Lavoro, Dipak Kumar Sah, dopo che l’RSP aveva stabilito che aveva abusato della “dignità della sua carica” per far nominare sua moglie membro del consiglio di amministrazione dell'ente nazionale di assicurazione sanitaria. Il Nepal si trova attualmente al 109esimo posto su 180 nell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International e la stabilità del nuovo esecutivo resta legata alla capacità di gestire queste defezioni senza compromettere il consenso ottenuto dalla base elettorale giovanile.
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