15/06/2026, 10.27
MALAYSIA
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Kuala Lumpur: Alta Corte boccia ricorso su conversioni minori all'islam

di Joseph Masilamany

Respinto per motivi procedurali il ricorso contro le leggi che permettono la conversione all'islam dei minori con il consenso di un solo genitore. A otto anni da una storica sentenza che sembrava potesse cambiare le cose, la questione continua a preoccupare le minoranze religiose.

Kuala Lumpur (AsiaNews) – L’Alta Corte della Malaysia ha respinto un ricorso costituzionale contro le norme che consentono la conversione all’islam dei minori con il consenso di un solo genitore, lasciando in vigore le disposizioni attualmente applicate in sei Stati e nei Territori Federali. La decisione non affronta però il merito della controversia e lascia irrisolta una delle questioni più sensibili nei rapporti tra comunità religiose del Paese.

La sentenza, pronunciata dalla giudice Datuk Aliza Sulaiman, ha stabilito che l’ex ricorrente Indira Gandhi e gli altri tredici firmatari dell’azione non possedevano un interesse giuridico sufficiente per promuovere la causa. Per questo motivo il tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile senza pronunciarsi sulla costituzionalità delle norme contestate.

Il procedimento mirava a ottenere una dichiarazione d’incostituzionalità delle disposizioni presenti nelle leggi islamiche degli Stati di Perlis, Kedah, Malacca, Negeri Sembilan, Perak e Johor, oltre che dei Territori Federali di Kuala Lumpur, Putrajaya e Labuan. Secondo i ricorrenti, tali norme permettono la conversione religiosa di bambini e adolescenti sotto i 18 anni con il consenso di un solo genitore, in contrasto con le garanzie previste dalla Costituzione nazionale.

Tra i firmatari figurava anche Indira Gandhi, protagonista di uno dei più importanti casi giudiziari della storia recente della Malaysia. Nel 2009 l’ex marito aveva convertito all’islam i tre figli della coppia senza il consenso della moglie. Dopo anni di battaglie legali, nel 2018 la Corte federale aveva annullato le conversioni, stabilendo che il termine “genitore” contenuto nell'articolo 12(4) della Costituzione dovesse essere interpretato, in quel caso, come riferito a entrambi i genitori.

Secondo l’Alta Corte, tuttavia, quella decisione non è sufficiente per invalidare automaticamente le norme ancora presenti nelle legislazioni statali. La giudice ha accolto le argomentazioni del governo federale secondo cui la sentenza del 2018 riguardava circostanze specifiche e non può essere estesa automaticamente a tutti i casi di conversione dei minori.

La questione delle conversioni unilaterali rappresenta da decenni uno dei temi più controversi del panorama giuridico della Malaysia. Le dispute emergono soprattutto nei casi di separazione o divorzio tra coniugi di religione diversa, quando uno dei due si converte all’islam e decide di registrare come musulmani anche i figli minorenni.

Le organizzazioni per i diritti civili e i gruppi legati a comunità non musulmane sostengono che questa pratica genera incertezza legale e possa compromettere il principio di uguaglianza tra i genitori. Dall’altra parte, le autorità religiose islamiche e diversi governi statali difendono l’autonomia delle istituzioni islamiche e la competenza dei singoli Stati in materia religiosa.

La decisione dell’Alta Corte mantiene quindi lo status quo. Le disposizioni contestate restano in vigore e la loro compatibilità con la Costituzione federale rimane una questione aperta. Lo stesso tribunale ha precisato che il tema potrebbe essere nuovamente sottoposto ai giudici in futuro da ricorrenti in grado di dimostrare un interesse diretto e concreto.

Pur respingendo il ricorso, la Corte ha tuttavia riconosciuto il carattere di interesse pubblico della causa e ha deciso di non imporre spese legali ai ricorrenti. Una scelta che riflette la rilevanza nazionale di un dibattito destinato probabilmente a continuare, mentre crescono le richieste di una riforma legislativa capace di chiarire definitivamente il rapporto tra diritti dei genitori, libertà religiosa e tutela dei minori in una società multietnica e multireligiosa come quella della Malaysia.

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