27/07/2018, 10.16
PAKISTAN
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La Chiesa pakistana respinge i risultati elettorali: ‘Voto truccato’

di Kamran Chaudhry

Il conteggio delle schede è ancora in corso a quasi due giorni di distanza dalla chiusura delle urne. Attivisti e vescovi denunciano che i commissari delle minoranze sono stati cacciati dai seggi. Sindacalista: “Quelle del 2018 sono le urne più manipolate della storia del Pakistan”.

Lahore (AsiaNews) – La Chiesa pakistana loda l’operato della Commissione elettorale del Pakistan e condivide le critiche di alcuni partiti che lamentano ritardi irregolari nella diffusione dei voti ufficiali. Ad AsiaNews mons. Samson Shukardin, vescovo di Hyderabad, afferma: “Ci congratuliamo per il successo della tornata elettorale, ma la nazione aspetta ancora i risultati ufficiali dopo 24 ore. Siamo all’oscuro su quanto stia accadendo. Ci sono state alcune irregolarità e i rappresentanti di alcuni partiti sono stati scacciati dai seggi”.

A quasi due giorni dalle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea parlamentare e delle quattro Assemblee provinciali, in Pakistan non è ancora terminato lo spoglio delle schede. In ogni caso ieri pomeriggio Imran Khan, leader del Pakistan Tehreek-i-Insaf (Pti), per ora il partito con più voti, si è attribuito la vittoria con un discorso in diretta televisiva. Il suo intervento è stato seguito da milioni di persone.

Secondo il quotidiano locale Dawn, il Pti sarebbe in testa con 120 seggi sul totale di 272, con lo spoglio delle schede fermo al 49%. Almeno sette partiti politici di primo piano hanno dato vita a manifestazioni di protesta in varie città contestando il risultato.

Il Christian National Party, che ha presentato nove candidati cristiani nel Punjab, rifiuta l’esito delle votazioni. Joseph Francis, direttore esecutivo del Center for Legal Aid, Assistance and Settlement (Claas), in un video-messaggio diffuso sui social dichiara: “A nome del nostro partito, respingo le elezioni del 2018 perché tutti i commissari elettorali [che sorvegliavano sul voto per] i nostri candidati, sono stati spinti fuori dai seggi. Non ci è stata consegnata alcuna firma in base al Form 45. Per questo credo che fosse tutto già pianificato e l’amministrazione ne è responsabile”. Per “Form 45”, il politico intende il documento che contiene i dati di ogni candidato e il numero di voti ricevuti; è firmato dai presidenti di seggio e dagli scrutatori.

Anche diversi attivisti cristiani esprimono la loro delusione. Catherine Sapna, direttrice di Christian True Spirit, scrive su Facebook: “Elezioni false, niente di nuovo”. Per Farooq Tariq, portavoce dell’Awami (Public) Workers Party, quelle del 2018 sono le elezioni più truccate. “Ci sono prove concrete – afferma – che le elezioni siano state truccate dal Pti e dai sui sostenitori nella classe dirigente. Il Pti ha fatto qualsiasi cosa pur di vincere. È chiaro che questa tornata generale è la più truccata della storia del Pakistan. Dopo le 10 di sera i risultati sono stati interrotti nelle circoscrizioni che avevano una differenza iniziale di circa 2mila voti. In questo modo i candidati a rischio del Pti sono diventati i vincitori il giorno successivo (26 luglio)”. Poi conclude: “Basta con l’intervento della classe dirigente nelle elezioni. Basta con le manipolazioni. Basta con coloro che si fanno zimbello di tutto il processo elettorale”.

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