30/08/2004, 00.00
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La Cina guida il "risveglio dell'Asia" alle Olimpiadi

Atene (AsiaNews/Agenzie) – La torcia olimpica è passata la notte scorsa nelle mani di Pechino. Il presidente del Comitato Olimpico internazionale, Jacques Rogge, ha salutato la fine dei Giochi di Atene 2004 come il momento magico del "risveglio dell'Asia".

Rogge ha affermato che le potenti prove offerte dagli atleti cinesi e dagli altri stati asiatici annunciano una nuova era nello sport. "Questi [di Atene –ndr] sono davvero i Giochi in cui l'Asia si è svegliata e credo che sia un segnale molto forte per i Giochi di Pechino 2008. Fra 4 anni l'Asia sarà presente a pieno regime".

I 16 giorni di competizioni olimpiche sono terminati con una fantasmagorica cerimonia di chiusura. Il tema è stato ancora – come per la cerimonia iniziale – quello dei "Giochi tornati alla loro casa di origine". Ma Pechino ha potuto offrire un assaggio di ciò che saranno i Giochi del 2008. Ragazze cinesi in elaborati mini-abiti hanno suonato strumenti a corda; atleti di arti marziali in costumi rossi si sono esibiti sul palco; ragazze con vestiti dell'opera cinese, con enormi ricami e luccicanti copricapi hanno danzato in modo solenne e insieme moderno. Alla fine una gigantesca lampada rossa si è aperta come un loto ed è apparsa una bambina cinese che ha cantato il tradizionale motivo "Molihua (Fiore di gelsomino)"; un enorme striscione con scritte in inglese e in cinese diceva "Welcome to Beijing".

Secondo Rogge, il "risveglio dell'Asia" è dimostrato dal "grande progresso della Cina", che è riuscita a vincere fino a 32 medaglie d'oro – molte di più delle 28 di Sidney e delle 16 di Atlanta – piazzandosi al secondo posto nel medagliere dopo i potenti Stati Uniti.

Rogge ha anche apprezzato "lo straordinario successo" del Giappone, che ha vinto un numero di medaglie 3 volte superiore a quelle di Sidney, eguagliando il numero vinto ai Giochi di Tokyo del 1964. Il presidente del COI non ha dimenticato "gli eccellenti risultati" della Corea del Sud (9 ori), della Thailandia (3) e dell'Indonesia (1): tutti segnali che il continente più popoloso è divenuto un interlocutore con cui fare i conti nel movimento olimpico.

Ma una personalità cinese, responsabile ufficiale dello sport, ha smorzato gli entusiasmi. Sebbene la Cina abbia avuto molti successi ad Atene, il paese ha ancora una lunga strada per divenire "una superpotenza nello sport". Con confuciana modestia, Yuan Weiming, capo missione della delegazione cinese, ha detto: "Sebbene la Cina sia al secondo posto nel medagliere, non siamo una superpotenza sportiva… C'è ancora un abisso considerevole fra noi e gli Stati Uniti e la Russia".

La Cina ha ottenuto 32 ori, 17 argenti e 14 bronzi; gli Stati Uniti ne hanno ottenuti 35-38-29. La Russia 27-27-38, al secondo posto per numero complessivo. "Siamo ancora un po' deboli nell'atletica e nel nuoto, due sport molto importanti nei giochi olimpici" ha detto Yuan.

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