30/10/2006, 00.00
COREA DEL NORD
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La Corea del Nord festeggia il test atomico mentre lancia e vende nuovi missili

Si sono svolte ieri nel Paese delle "spontanee" manifestazioni di gioia per il test nucleare del 9 ottobre scorso. Prima della festa, Pyongyang lancia cinque missili e l'America accusa: ne ha venduti almeno 40 a Paese africani e mediorientali.

Seoul (AsiaNews) – La Corea del Nord ha celebrato ieri fra le critiche internazionali il successo del suo primo test nucleare con diverse manifestazioni "spontanee" di gioia della popolazione e dell'esercito. Per l'occasione, sono stati rinnovati i sentimenti anti-americani.

Secondo la Korean Central News Agency, agenzia di stampa ufficiale del regime stalinista, "soldati e cittadini comuni si sono riuniti in 12 punti diversi sparsi per il Paese per celebrare con gioia il successo dello storico test nucleare".

L'agenzia, unico mezzo di informazione legale nel Paese, aggiunge che "gli oratori che hanno parlato davanti ai cittadini hanno ricordato che sono state le diverse amministrazioni americane ad adottare una politica ostile nei confronti della Corea del Nord". Washington, inoltre, "ha avuto la faccia tosta di descrivere il test del 9 ottobre come una minaccia alla pace ed alla sicurezza internazionale".

Le sanzioni Onu – approvate subito dopo l'annuncio dell'esperimento atomico – sono dunque "una dichiarazione di guerra", ma il popolo e l'esercito "si sono impegnati nel corso delle manifestazioni a difendere la nostra nazione socialista ed a portare avanti il miracolo della costruzione economica, frutto della grande politica Songun".

La Songun è la dottrina enunciata per la prima volta dal "Presidente eterno" di Pyongyang, Kim Il-sung, secondo cui "i militari hanno la priorità in campo medico ed alimentare, e devono essere salvaguardati ad ogni costo".

Prima delle celebrazioni, il regime ha voluto dare un'altra dimostrazione di forza lanciando 5 missili terra-aria ed aria-aria. Secondo un rappresentante anonimo del governo sudcoreano, il lancio "sembra far parte delle normali esercitazioni militari di Pyongyang. Tuttavia lo stiamo analizzando,  perché le tipologie di missili sono insolite e perché non è usuale che Kim Jong-il ordini lanci del genere nel mezzo di crisi internazionali provocate dal suo programma bellico".

I missili nordcoreani sarebbero inoltre al centro di una compravendita fra Pyongyang e diversi Paesi africani e mediorientali. Secondo il Times, un rapporto segreto del governo americano riporta le prove di un esteso commercio di missili – almeno 40 - fra Corea del Nord ed Egitto, Iran, Pakistan, Libia, Siria, Indonesia, Emirati Arabi ed alcuni Paesi centro-africani. Questo commercio, se confermato, porterebbe alla totale chiusura del  Paese da ogni tipo di contatto internazionale.

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