15/06/2026, 08.52
ORTODOSSI
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Lo scontro tra ortodossi sul Baltico

di Vladimir Rozanskij

La visita a Vilnius del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo ha completato il ritorno sotto la sua giurisdizione del territorio della Lituania con la consacrazione di un esarca in un Paese che ha accolto tanti ortodossi che hanno lasciato Mosca a causa della geurra. Contemporaneamente Kirill si trovava nella vicina Kaliningrad dove ha sottolineato la missione "patriottica" della sua comunità.

Vilnius (AsiaNews) - Nei giorni scorsi, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo (Archontonis) ha visitato la Lituania, mentre il patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev) ha visitato la vicina Kaliningrad, enclave russa sulle rive polacche del Baltico, e in Estonia è entrata in vigore una legge che minaccia le strutture della Chiesa ortodossa russa.

La visita a Vilnius del più alto gerarca dell'Ortodossia mondiale ha completato il processo canonico di restituzione alla sua giurisdizione del territorio della Lituania, parte dell'antica metropolia di Kiev, annessa dal patriarcato di Mosca alla fine del XVII secolo. Nel 2018 Costantinopoli aveva concesso l'autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina (Pzu), che Mosca definisce “scismatica”, e nel 2022 ha dichiarato l'apostasia de facto della Chiesa ortodossa russa, con una totale rottura delle relazioni tra greci e russi. Nel corso degli anni, Costantinopoli ha accolto sotto la sua protezione un certo numero di membri del clero "sconsacrati" dalla Chiesa ortodossa russa per la loro posizione pacifista, tra cui un gruppo di ecclesiastici lituani guidati dagli arcipreti Vladimir Seljavko e Vitalij Motskus.

Tre anni fa, Bartolomeo annunciò l'istituzione del suo esarcato in Lituania, che comprendeva, oltre al clero lituano pacifista, i sacerdoti Georgij Roj e Aleksandr Kukhta, fuggiti dalla Bielorussia, e in seguito il rinomato teologo e diacono Andrej Kuraev, che aveva lasciato Mosca. Le funzioni di esarca furono svolte dallo ieromonaco estone Giustino (Kiviloo) e successivamente da padre Motskus. La domenica della Santissima Trinità di quest'anno Bartolomeo ha consacrato l'archimandrita Panaretos (Psaravtis), che aveva guidato la comunità slavo-turca di Istanbul, come vescovo di Tamis ed esarca di Lituania, insediandolo a Vilnius nella festa di Ognissanti. Alla funzione religiosa hanno partecipato numerosi rifugiati ucraini e bielorussi, ai quali il Patriarca ha rivolto un messaggio speciale, sottolineando l'ospitalità di Vilnius e l'invito ai cristiani a rimanere fedeli alla verità, anche se questa fedeltà dovesse sconvolgere il loro stile di vita tradizionale.

Denis Kučinskij, rappresentante personale del capo del Gabinetto di transizione bielorusso, ha presenziato alla funzione e ha consegnato al patriarca un messaggio di Svetlana Tikhanovskaja. Nel messaggio, la politica ha ricordato la storica vicinanza della Bielorussia al patriarcato di Costantinopoli, una dichiarazione d'intenti secondo cui la Chiesa ortodossa bielorussa, dopo la liberazione del Paese, seguirà il cammino dell'indipendenza da Mosca, sull'esempio della Chiesa ortodossa ucraina.

Fu a Vilnius, nel marzo 2023, che Bartolomeo, in qualità di capo dell'Ortodossia mondiale, ritenne il patriarcato di Mosca responsabile di crimini di guerra, tra cui il “rapimento scioccante di bambini ucraini”. Nella stessa città, per la prima volta nella storia, dichiarò la disponibilità del patriarcato di Costantinopoli a guidare la rinascita spirituale della Russia dopo la caduta dell'attuale regime e della corporazione ecclesiastica che ne era diventata parte integrante. A causa delle azioni militari e dell'intensificarsi della repressione in Bielorussia e Russia, la comunità ortodossa in Lituania è più che raddoppiata, superando le 100mila persone. L'esarcato lituano del patriarcato di Costantinopoli comprende già dieci parrocchie, e ha buone prospettive di crescita con la nomina di un proprio vescovo.

La contrapposizione tra Mosca e Costantinopoli è stata ulteriormente evidenziata dalla visita di Kirill nella vicina regione di Kaliningrad, un tempo Prussia Orientale, l'unica enclave russa in Europa occidentale. Al patriarca di Mosca è stato ufficialmente vietato l'ingresso in Lituania dall'estate del 2022, e ora gli aerei dei due leader ortodossi rivali erano separati solo dal famigerato varco di Suwałki. La visita del capo della Chiesa ortodossa russa è stata programmata per il decimo anniversario della creazione della metropolia di Kaliningrad della Chiesa ortodossa russa, e rivolgendosi al clero locale, il patriarca ha sottolineato, soprattutto, la sua missione “patriottica”: “Siete un distaccamento di confine, e avete una responsabilità speciale: servire la Chiesa, servire la vostra Patria".

Contemporaneamente in un altro Paese baltico, l'Estonia, la Corte costituzionale statale ha confermato la legge su chiese e parrocchie, adottata dal parlamento lo scorso autunno. Il presidente Alar Karis si era rifiutato di firmarla, ricorrendo in appello alla corte e citando la “formulazione poco chiara” della nuova versione. La Corte ha stabilito che la salvaguardia dello Stato estone e la sua sicurezza hanno una priorità maggiore rispetto alle attività indisturbate di organizzazioni religiose straniere, soprattutto quelle con sede in uno Stato che ha commesso un'aggressione armata. La guerra politico-religiosa degli ortodossi travalica ogni confine, e si proietta sui secoli futuri.

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