13/05/2026, 16.36
INDIA
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Manipur, tre religiosi battisti uccisi insieme all'autista. Mons. Neli: 'Basta violenza'

di Nirmala Carvalho

L'agguato avvenuto stamattina nel distretto di Kangpokpi ha colpito alcuni membri della Thadou Baptist Association che tornavano da una cerimonia religiosa. Preoccupazione per queste nuove morti in una regione da tre anni ormai ferita dalla piaga delle violenze etniche. L'appello dell'arcivescovo di Imphal: "Non si moltiplichi ancora il dolore. Scegliamo la difesa della vita, il perdono, la convivenza pacifica. E le autorità agiscano per ristabilire la fiducia".

Imphal (AsiaNews) - Tre leader cristiani e un autista sono stati uccisi oggi in un presunto agguato nel distretto di Kangpokpi, nello stato indiano del Manipur. Secondo fonti di polizia, l’attacco è avvenuto intorno alle 10 del mattino tra i villaggi di Kotlen e Kotzim, lungo l’autostrada Imphal–Tamenglong, causando anche diversi feriti il cui numero non è stato ancora confermato.

Le vittime facevano parte della Thadou Baptist Association e stavano viaggiando da Churachandpur verso Kangpokpi dopo aver partecipato a una conferenza religiosa. Il gruppo si spostava su due veicoli quando sarebbe stato attaccato lungo il tragitto. Tra i morti figurano il reverendo dottor V Sitlhou, ex segretario generale della Manipur Baptist Church, il reverendo Kaigoulun, il pastore Paogoulen e l’autista identificato come Lelen.

In seguito all’attacco, organizzazioni rappresentative della comunità Thadou hanno indetto uno sciopero generale nella regione di Sadar Hills, nel distretto di Kangpokpi, per protestare contro queste uccisioni che sono un nuovo episodio gravissimo che si inserisce nel quadro delle violenze etniche che da tre anni ormai scuotono il Manipur con un bilancio di oltre 200 morti e migliaia di sfollati.

Di fronte ai fatti di oggi un appello a non cedere al sentimento di vendetta è stato subito lanciato dall’arcivescovo di Imphal, mons. Linus Neli, voce di pace in questa terra travagliata.

“È con profondo dolore e con il cuore pesante – scrive il presule in una nota giunta ad AsiaNews - che esprimo il mio grande cordoglio per il tragico agguato contro due veicoli che trasportavano alcuni leader della chiesa della Thadou Baptist Association. Questo doloroso incidente ha causato immensa angoscia e ha ulteriormente aggravato la sofferenza e l’incertezza già presenti nello Stato. Condanno fermamente questo atto atroce commesso contro leader religiosi che sono rimasti una fonte di speranza e forza durante questi difficili tempi di disordini sociali”.

“Il Manipur - scrive ancora l’arcivescovo Neli - continua ad assistere a nuove e sporadiche violenze in diverse parti dello Stato, aggravando ulteriormente il dolore vissuto dalla popolazione. Eventi tragici come questo ci ricordano l’urgente necessità di difendere la sacralità della vita umana e di rinnovare il nostro impegno per la pace e la riconciliazione. La violenza non fa altro che approfondire le ferite, prolungare la sofferenza e indebolire i legami che uniscono le comunità. Il popolo del Manipur ha già sopportato immense sofferenze, perdite e dolore, e ovunque cresce il desiderio di guarigione, comprensione e ritorno alla normalità”.

Di qui l’appello del presule a tutte le parti coinvolte affinché “si astengano da ogni forma di violenza e rappresaglia e scelgano invece il dialogo, il perdono, la riconciliazione, la moderazione e la convivenza pacifica. Esorto inoltre le autorità e le istituzioni responsabili – continua l’arcivescovo - ad agire con saggezza, equità e sensibilità affinché prevalga una pace fondata sulla giustizia e venga ristabilita la fiducia tra le comunità”.

“In quest’ora buia – conclude mons. Neli - esprimo la mia vicinanza nella preghiera alle famiglie colpite dal lutto. Ci rivolgiamo a Dio, fonte di ogni compassione e misericordia. Affidiamo le anime delle vittime innocenti al suo amorevole abbraccio. Possa il Dio della pace consolare chi soffre, guarire i feriti, perdonare il male, proteggere tutte le comunità e benedire il Manipur con riconciliazione, comprensione e una pace duratura”.

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