19/08/2006, 00.00
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Musulmani radicali: "colpa" del Vaticano il ritardo nell'esecuzione dei tre cattolici indonesiani

di Benteng Reges

Ma molti leader religiosi cristiani e musulmani, sindacati, ong chiedono la cancellazione della loro condanna a morte. Per gli estremisti il governo "non deve ascoltare gli altri" all'esterno del Paese.

Jakarta (AsiaNews) – Continuano appelli e manifestazioni per salvare dall'esecuzione i tre cattolici condannati a morte. Ma gruppi di musulmani estremisti chiedono al presidente Susilo di "non farsi influenzare dal Vaticano".

La fucilazione di Fabianus Tibo, Domingus "Domi" da Silva e Marinus Riwu dovrebbe avvenire domani. Era programmata per il 12 agosto alle 00.15 am (ora locale), ma 20 minuti prima il capo generale della polizia ha fermato l'esecuzione posponendola a 3 giorni dopo i festeggiamenti per l'anniversario dell'indipendenza, che è il 17 agosto.

In questi giorni gruppi di cristiani e musulmani, parlamentari, ong, associazioni giovanili hanno continuato a manifestare contro la condanna dei tre cattolici. Da Ende, nella provincia di East Nusa Tenggara, un appello firmato da diverse organizzazioni interconfessionali è stato consegnato oggi al palazzo presidenziale per chiedere al presidente Susilo Bambang Yudhoyono (SBY) di fermare la condanna. Nell'appello, lungo 4 pagine, i firmatari – cristiani e musulmani – dicono che tutto il processo contro Tibo e i suoi compagni è stato ingiusto, dimenticando alcune importanti verità. "Tutto questo dà una cattiva immagine della legge nel nostro paese", afferma Titus Matias Tibo, presidente del parlamento. "Il processo – continua - è stato tutto costruito per [condannare] le persone sbagliate".

L'appello si premura di affermare che ogni richiesta di cancellazione della sentenza di morte contro Tibo è basata solo su principi di rispetto dei diritti umani e non su elementi "etnici, religiosi, ma solo per amore alla giustizia e alla verità".

La precisazione viene fatta perché in questi giorni  molti musulmani radicali accusano SBY di aver fermato l'esecuzione a causa del forte intervento del Vaticano. L'11 agosto, poche ore prima dell'esecuzione, è stato reso pubblico un messaggio del papa al presidente indonesiano, in cui, per "ragioni umanitarie", si chiede "un gesto di clemenza" per i tre.

Sheikh Abu Baakar Bashir, considerato l'ispiratore del gruppo terrorista Jemaah Islamiyah, e condannato per aver sostenuto i responsabili degli attentati di Bali e Jakarta, ha detto che l'intervento del Vaticano "è stato ingiusto". Anche il Fronte per la difesa dell'Islam (Front Pembela Islam, Fpi) si è unito al coro dei denigratori. Ahmad Sobri, responsabile del Fpi, ha dichiarato che la polizia e il procuratore capo non dovrebbero ascoltare "quanto dicono altri". E ha aggiunto che "l'esecuzione di Tibo… nondeve essere cancellata per nessuna ragione. La gente delle Sulawesi centrali conosce bene chi è Tibo in realtà. Egli è un provocatore, un assassino, un maniaco e un pericoloso killer. I musulmani sanno perfettamente cosa lui ha fatto ai nostri fratelli islamici". E conclude: "È colpa del Vaticano se SBY ha cambiato la sua decisione".

In realtà molte associazioni musulmane moderate sostengono che è necessario rivedere il processo contro Tibo: fra esse vi è la Nadlatul Ulama, la più grande organizzazione legata all'ex presidente Abdurrahman Wahid. Ieri anche il capo dei sindacati indonesiani, Ridwan Saidi, ha condannato l'esecuzione dei tre cattolici. Saidi, fra le personalità musulmane più in vista, ha detto che "se l'esecuzione di Tibo viene eseguita, il governo di SBY sarà responsabile se qualcuno in futuro rivelerà la verità e i veri colpevoli".

I tre cattolici sono stati condannati come responsabili delle violenze cristiano-musulmane  avvenute nel 2001 a Poso, provincia di Sulawesi centrali. Ma l'opinione diffusa è che la loro condanna nasconda i veri responsabili delle violenze, fra cui l'esercito indonesiano.

Il sinodo delle chiese cristiane delle Sulawesi centrali (Gereja Kristen Sulawesi Tengah, Gkst) ha diffuso un documento in cui si afferma che la morte di Tibo servirà solo da "eliminare un testimone chiave" che può svelare il mistero delle violenze di Poso.

I questi giorni nella provincia di Poso sono avvenute molte manifestazioni a Tentena, Pamona Utara, Pendolo, e Pamona Selatan. Solo a tentenna si sono radunate 5 mila persone, chiedendo la liberazione dei tre condannati a morte.

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