23/01/2008, 00.00
CINA
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Nella Cina coperta di neve intere zone senza corrente e gas

La carenza di energia è arrivata a 70 gigawatt, pari alla produzione dell’intera Gran Bretagna. C’è scarsità di carbone, per la chiusura di molti impianti non in regola e l’imposizione di prezzi fissi. La neve blocca le strade e impedisce i rifornimenti. Il freddo colpisce anche le forniture idriche e del gas.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina affronta la peggior carenza di energia da molti anni, con la maggior richiesta conseguente al freddo intenso e alla neve che non può essere soddisfatta per le insufficienti forniture di carbone. Dopo che la mancanza di energia ha colpito almeno 13 province e raggiunto circa 70 gigawatt, pari all’incirca all’intera capacità della Gran Bretagna, il governo ha ordinato di approvvigionare di carbone anzitutto gli impianti generatori.

L’imposizione del controllo dei prezzi sul carbone e la chiusura di migliaia di miniere non in regola per la sicurezza hanno colpito le forniture di carbone. Le gravi nevicate dei giorni scorsi hanno bloccato le strade, impedito gli approvvigionamenti, rotto le linee elettriche. In 7 contee le linee sono state interrotte del tutto, lasciando 129.800 famiglie senza energia, mentre il cattivo tempo ostacola le riparazioni. Nelle sole Hubei ed Anhui, le province più colpite dalla neve, la penuria d’energia ha riguardato 10 milioni di persone e sono stati distrutti oltre 1 milione di ettari di coltivazioni, con perdite stimate in 1,83 miliardi di yuan. A Wuhan, capitale dell’Hubei che sorge sul ghiacciato fiume Yangtze, per tutta la settimana ci sono stati blackout intermittenti, i peggiori dal 1997. Il carbone alimenta il 78% degli impianti generatori di energia e ha prodotto circa l’83% dell’energia usata nel 2007.

Secondo gli esperti l’attuale scarsità di carbone dipende soprattutto dall’imposizione di prezzi controllati, con i commercianti che vedono il costo del carbone crescere rapido nel mondo e attendono che nei prossimi mesi il governo consenta aumenti.

La siccità in molte province, come lo Yunnan, il Guizhou e l’Hubei, ha aggravato la situazione diminuendo la produzione idroelettrica.

La precedente crisi risale all’estate 2004, ma è stata “solo” per 40 gigawatt, soprattutto per l’eccessivo uso dei condizionatori d’aria.

Intanto nel Paese proseguono i disagi causati dalle violente nevicate, iniziate il 12 gennaio. Mentre molte strade rimangono bloccate, in molte città sono problematiche le forniture di acqua, gas e riscaldamento. A Wuhan manca l’acqua, dopo che il freddo intenso ha causato 5mila rotture nel vecchio acquedotto lungo 2mila chilometri. Nello Xinjiang meridionale la temperatura è scesa a -25 gradi e ha ucciso migliaia di animali nelle fattorie. Oggi la neve ha dato una tregua, ma i meteorologi prevedono nuove precipitazioni dopodomani e soprattutto per il 27 gennaio.

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