02/09/2011, 00.00
NEPAL
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Nepal, i guerriglieri maoisti consegnano le armi

Oltre 16mila guerriglieri dovranno essere reintegrati all’interno della società. Le chiavi dell’arsenale verranno date a un comitato multipartitico incaricato di distruggerle. Determinante l’elezione a Premier del maoista Bhattarai.
Kathmandu (AsiaNews/ Agenzie) – Gli ex guerriglieri maoisti accettano il disarmo e consegnano le chiavi del loro arsenale al comitato multi-partitico incaricato di portare avanti il processo di pace. Comunicata oggi, la decisione si deve alla recente elezione a Primo ministro del maoista Baburan Bhattarai e segna una tappa importante per la stabilità del Paese.

“Avevamo promesso di consegnare le chiavi del nostro arsenale dopo la formazione di un governo di coalizione guidato da noi - Barça Man Pun, leader maoista - e l’abbiamo fatto".Tuttavia alcuni esponenti delle aree più estremiste del movimento hanno contestato il disarmo.

La guerra civile del Nepal ha contrapposto per 11 anni esercito e guerriglieri maoisti, che combattevano con l'obiettivo di rovesciare la monarchia e istituire la Repubblica popolare del Nepal. Il conflitto si è concluso con un accordo globale di pace tra esercito e maoisti firmato il 21 novembre 2006 davanti a Onu e comunità internazionale. La guerra ha fatto più di 12.800 morti e circa 100mila rifugiati. In questi anni i maoisti si sono sempre rifiutati di consegnare le armi, pretendendo l’inserimento degli ex guerriglieri all’interno delle esercito nazionale. A tutt’oggi, oltre 16mila guerriglieri sono ancora nei campi di addestramento. Il loro arsenale comprende oltre 3mila fra armi pesanti, leggere e munizioni. Esso è diviso in container dislocati in sette campi di addestramento sparsi sul territorio nepalese.

Bishnu Raj Upreti, esperto della guerra civile, sottolinea che i maoisti hanno fatto un piccolo passo avanti e ciò servirà per riconquistare la fiducia della popolazione ormai stanca delle diatribe fra i partiti politici. Tuttavia, Upreti afferma che per considerare concluso il processo di pace occorre attendere la distruzione completa dell’arsenale e l’integrazione degli ex guerriglieri nella società.
 
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