13/04/2021, 13.20
SIRIA
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Opcw: Damasco responsabile di un attacco chimico nel 2018

Il rapporto dell'organismo internazionale: almeno una bomba al cloro fu sganciata sulla città di Saraqeb intossicando 12 persone. Il governo: a portarla furono i ribelli per inscenare attacco. 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Secondo l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) ci sono “elementi ragionevoli per ritenere” che l'esercito siriano il 4 febbraio 2018 abbia fatto uso di armi chimiche nel bombardamento di Saraqeb, una città del nord-ovest del Paese controllata dai ribelli. A sostenerlo è un rapporto dell'organismo internazionale steso sulla base di un'indagine condotta sul campo da un team di investigatori.

A Saraqeb un elicottero dell'esercito avrebbe sganciato almeno una bomba al cloro che avrebbe intossicato 12 persone. Sull'episodio gli investigatori dell'Opcw hanno intervistato testimoni, analizzato campioni raccolti sulla scena ed esaminato immagini con la consulenza di esperti. Le vittime, i soccorritori e il personale medico hanno riferito di aver sofferto sintomi come la mancanza di respiro, tosse, irritazione della pelle, dolori al petto, che i tossicologi hanno ritenuto essere compatibili con l'esposizione a gas tossici come la clorina.

Interpellato dall'Opcw l'esercito siriano - che ha sempre negato l'uso di armi chimiche - ha attribuito la responsabilità ai soccorritori e alle forze jihadiste che avrebbero portato nell'area cilindri riempiti di clorina per inscenare un bombardamento con gas tossici. Il team di ispettori nel rapporto sostiene che tali affermazioni non siano supportate da evidenze concrete.

Non è la prima volta che, nel contesto del conflitto siriano, si registra l’uso di armi chimiche. Dal 2013 più volte governo e ribelli si sono scambiati accuse e rimbalzate la responsabilità per attacchi con agenti chimici, con immagini diffuse da fonti di informazione vicine all'opposizione a Bashar al-Assad. Anche l'Onu ha confermato le denunce sull'uso di bombe al cloro e gas sarin nella città di Khan Sheikhoun nell'aprile 2017. Dopo che - alla fine di quell'anno - la Russia ha posto il veto in Consiglio di sicurezza alla prosecuzione di indagini congiunte, l'Opcw (organismo a cui partecipano i Paesi firmatari della Convenzione delle armi chimiche) sta continuando a condurre in modo autonomo i rilievi sugli episodi contestati.

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