30/01/2026, 12.33
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Oro ai massimi: in India è un tesoro custodito dalle donne

In questa fase di instabilità globale il metallo prezioso ha sfondato ogni record nelle quotazioni. Ma è una corsa che ha un risvolto particolare in India, dove la quantità più importante del bene rifugio è nella mani delle donne come garanzia di sicurezza economica nel matrimonio. Si stima che insieme detengano l'11% dell'oro mondiale. L'aumento dei prezzi dei gioielli sta però cambiando anche le abitudini di mercato.

Milano (AsiaNews) - Se il valore dell’oro a livello mondiale ha superato i 5.600 dollari l’oncia, in India dieci grammi oggi valgono circa 183mila rupie. Un record che riflette il ruolo dell’oro come bene rifugio in una fase di instabilità geopolitica e finanziaria. Ma in India l’oro non è custodito soltanto nelle casse delle banche centrali: una parte enorme di questa ricchezza è conservata nelle case, nei templi e, soprattutto, nei portagioie delle donne indiane.

Negli ultimi anni la Reserve Bank of India (RBI) ha aumentato in modo significativo le proprie riserve auree. Nel terzo trimestre del 2025, le riserve ufficiali hanno raggiunto circa 880,18 tonnellate, il livello più alto mai registrato dal Paese. Ma si tratta solo di una frazione dell’oro presente sul territorio indiano.

Secondo alcune stime di mercato, le famiglie indiane possiedono collettivamente (includendo l'oro nei templi) decine di migliaia di tonnellate d’oro, in una forchetta che va da circa 25mila a oltre 34mila tonnellate, pari a circa il 14% dello stock privato mondiale. Un rapporto di Morgan Stanley pubblicato a ottobre stimava che le famiglie indiane possedessero circa 34.600 tonnellate d’oro per un valore che oggi potrebbe avvicinarsi o superare i 5mila miliardi di dollari. Nonostante sia un paragone improprio, i quotidiani indiani non hanno mancato di rimarcare che si tratta di una ricchezza privata che vale quasi sei volte il PIL del Pakistan.

A custodire questa ricchezza sono le donne. Secondo stime diffuse negli ultimi anni e riprese anche dai media locali, le donne indiane possiedono da sole circa l’11% dell’oro mondiale, oltre 20mila tonnellate. Non si tratta soltanto di una questione estetica o religiosa, spesso associata al culto della dea Laxmi. L’oro in questo caso rappresenta un efficace strumento di sicurezza economica e indipendenza finanziaria

Il possesso di gioielli in oro ricevuti dalla famiglia, in particolare in occasione del matrimonio, è riassunto nel concetto di “streedhan”, termine che indica la ricchezza personale della donna ottenuta in dono e che ha un preciso riconoscimento giuridico.

L’Hindu Succession Act del 1956 stabilisce che qualsiasi bene una donna guadagni, erediti o riceva come regalo sia di sua esclusiva proprietà. Ciò garantisce il pieno possesso dei gioielli in oro e di altri beni, indipendentemente da circostanze avverse come conflitti coniugali o difficoltà economiche della famiglia. La legge condanna esplicitamente ogni forma di controllo o “dominio” maschile sullo streedhan: eventuali tentativi di appropriazione da parte del marito o dei familiari possono comportare dure azioni legali. Infatti, l’attuale quadro giuridico è concepito per tutelare il diritto della donna a conservare integralmente la ricchezza. Non a caso, questi gioielli vengono spesso lasciati in eredità alle figlie, trasformandosi in una forma di investimento intergenerazionale.

Proprio questo forte legame culturale ed emotivo spiega anche il limitato successo dei tentativi governativi di “monetizzare” l’oro attraverso obbligazioni o depositi bancari. Nonostante gli incentivi, meno del 2% dell’oro domestico viene utilizzato come garanzia per prestiti.

Negli ultimi anni la domanda di oro in India ha continuato a crescere. Secondo le stime più recenti del World Gold Council, nel 2025 la domanda complessiva è stata di circa 710,9 tonnellate, mentre per il 2026 è attesa una flessione verso 600–700 tonnellate, complice l’elevata volatilità dei prezzi. Come nel resto del mondo, l’oro viene sempre più percepito come asset finanziario. Nel 2025, la domanda di investimento, sotto forma di lingotti e monete, ha rappresentato circa il 40% del consumo totale di oro in India, contro una media storica intorno al 25%.

L’aumento dei prezzi ha però anche cambiato le abitudini di mercato. Sempre più acquirenti si orientano verso oro a caratura inferiore, come 18 o 14 carati, più economico e resistente rispetto al tradizionale oro a 22 carati. Cresce anche il fenomeno dei gioielli “leggeri”, progettati per apparire voluminosi pur utilizzando meno metallo, così come lo scambio: una quota significativa delle vendite deriva dalla fusione di vecchi gioielli di famiglia, trasformati in nuovi modelli per cui è stata pagata solo la differenza di lavorazione.

Per chi non desidera conservare oro fisico in casa, per ragioni di sicurezza o di costo, si stanno affermando altre alternative, come i Gold ETF, che consentono di investire in oro attraverso i mercati finanziari. Nel 2025, gli investimenti indiani in questi strumenti hanno raggiunto livelli record per circa 4,9 miliardi di dollari. Ma si sta diffondendo rapidamente anche l’oro digitale, acquistabile tramite app fintech che stanno attirando soprattutto le generazioni più giovani.

 

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