Papa al Regina Caeli: 'La cura per la pace è cura per la vita'
Leone XIV al Regina Caeli ricorda il messaggio di pace di Franceso d'Assisi. Settimana Laudato Si' serva a rinnovare impegno per "ecologia integrale". In epoca di AI "promuovere comunicazione rispettosa della verità dell'uomo". Ascensione del Signore: coi santi "della porta accanto" imparare "a salire giorno per giorno verso il Cielo".
Città del Vaticano (AsiaNews) - “La cura per la pace è cura per la vita!”. Stamane, dopo il Regina Caeli, dalla finestra del Palazzo Apostolico, papa Leone XIV ha ricordato San Francesco d’Assisi - nell’anno giubilare in occasione degli 800 anni dal transito - e il suo ancora attuale “messaggio di pace con Dio, con i fratelli e con tutte le creature”. Per ricordare lo stretto legame tra pace e cura del Creato, mentre le “guerre” rallentano i necessari passi avanti.
Parole condivise alle porte della Settimana Laudato si’ - da oggi alla prossima domenica - ispirata all’enciclica di Bergoglio sulla cura della casa comune, pubblicata il 18 giugno 2015. “Incoraggio i membri del Movimento Laudato si’ e tutti coloro che lavorano per un’ecologia integrale a rinnovare l’impegno”, ha affermato.
Il pontefice ha ricordato anche che oggi ricorre in diversi Paesi la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali - instituita la prima volta da papa Paolo VI nel 1967 - che quest’anno ha come tema “Custodire voci e volti umani”. “In quest’epoca dell’intelligenza artificiale incoraggio tutti a impegnarsi nel promuovere forme di comunicazione sempre rispettose della verità dell’uomo, alla quale orientare ogni innovazione tecnologica”, ha detto. Mentre cresce l’attesa sulla prima enciclica di Prevost su AI e sfide antropologiche, dal possibile nome Magnifica humanitas.
Prima della recita del Regina Caeli, il papa ha commentato il Vangelo del Giorno (Mt 28,16-20), nella Solennità dell’Ascensione del Signore. “Tutta la vita di Cristo è un moto di ascesa, che abbraccia e coinvolge, attraverso la sua umanità, l’intera scena del mondo, elevando e riscattando l’uomo dalla sua condizione di peccato, portando luce, perdono e speranza là dove c’erano tenebre, ingiustizia e disperazione”, ha detto stamattina.
Così, l’Ascensione non comunica una “promessa lontana”, ma un “legame vivo, che attrae anche noi verso la gloria celeste”, ha aggiunto. La “via” del “cammino di ascesa” la possiamo trovare in Gesù Cristo, come in Maria, e nelle persone Sante. Quelle il cui culto è “universale” per volere della Chiesa, e quelle “‘della porta accanto’, con cui viviamo le nostre giornate, papà, mamme, nonni, persone di ogni età e condizione, che con gioia e impegno si sforzano sinceramente di vivere secondo il Vangelo”, ha aggiunto.
“Con loro, col loro sostegno e grazie alla loro preghiera possiamo imparare anche noi a salire giorno per giorno verso il Cielo, facendo oggetto dei nostri pensieri, come dice san Paolo, tutto ‘quello che è vero […], giusto, […] amabile’ e mettendo in pratica, con l’aiuto di Dio, quello che abbiamo ‘ascoltato e veduto’”.
25/05/2025 12:52
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