21/11/2021, 13.21
VATICANO
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Papa: giovani, i vostri sogni sono quelli del Vangelo

Nella festa di Cristo Re Francesco ha aperto il cammino verso la GMG di Lisbona 2023 chiamando due giovani accanto a sé all' Angelus. La regalità di Gesù ci indica la via per superare le nostre doppiezze.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Nella festa liturgica di Cristo Re la Chiesa oggi celebra la Giornata mondiale della Gioventù. E con i giovani oggi papa Francesco ha voluto vivere questo appuntamento che apre il cammino verso il loro incontro mondiale in programma a Lisbona nel 2023. Lo ha fatto celebrando con loro la Messa nella basilica di San Pietro e poi chiamando due loro rappresentanti - Lucrezia e Stefano, due diciannovenni della diocesi di Roma - ad affacciarsi con lui dalla finestra dello studio per la preghiera dell'Angelus.

 

Ai giovani e a tutti i fedeli presenti in piazza Francesco ha indicato l'orizzonte della regalità di Cristo che "non viene per dominare ma per servire". Nell'omelia della Messa il pontefice si era soffermato sull'immagine annunciata dal profeta Daniele sulla venuta gloriosa di Gesù alla fine della storia. "Il Signore - ha commentato il papa - viene dall’alto e non tramonta mai, è Colui che resiste a ciò che passa, è la nostra eterna incrollabile fiducia". Ed è una profezia di speranza che "illumina le nostre notti come a dire: 'Non vi lascio soli quando la vostra vita è avvolta da nubi oscure'”.

"Ognuno di noi - ha proseguito Francesco - conosce questi momenti. C’è bisogno di riconoscerlo di guardare nelle visioni notturne". E per farlo è necessario "alzare lo sguardo da terra, verso l’alto, non per fuggire, ma per vincere la tentazione di rimanere stesi sui pavimenti delle nostre paure. Non rimanere rinchiusi nei nostri pensieri a piangerci addosso".

Questo - ha aggiunto il papa rivolgendosi ai giovani - è il compito affascinante che vi è consegnato: stare in piedi mentre tutto sembra andare a rotoli; essere sentinelle che sanno vedere la luce nelle visioni notturne; essere costruttori in mezzo alle macerie; essere capaci di sognare".

"Grazie - ha detto ancora Francesco ai giovani - quando siete capaci di portare avanti i sogni con coraggio, per quando non smettete di credere nella luce anche dentro le notti della vita, per quando vi impegnate con passione per rendere più bello e umano il nostro mondo. Grazie per quando coltivate il sogno della fraternità, per quando avete a cuore le ferite del creato, lottate per la dignità dei più deboli e diffondete lo spirito della solidarietà e della condivisione. E soprattutto grazie perché in un mondo che, appiattito sui guadagni del presente, tende a soffocare i grandi ideali, non perdete in questo mondo la capacità di sognare". Un bisogno che è anche della Chiesa perché "abbiamo bisogno dell’entusiasmo, abbiamo bisogno dell’ardore dei giovani per essere testimoni di Dio che è sempre giovane". E "tanti vostri sogni corrispondono a quelli del Vangelo. La fraternità, la solidarietà, la giustizia, la pace: sono gli stessi sogni di Gesù per l’umanità. Non abbiate paura di aprirvi all’incontro con Lui: Egli ama i vostri sogni e vi aiuta a realizzarli".

Ma è davanti a Pilato, nel momento della Passione, che la natura della regalità di Gesù si mostra in pienezza. "Non nasconde la propria identità - ha osservato il papa - non camuffa le sue intenzioni, non approfitta di uno spiraglio di salvezza che pure Pilato lasciava aperto". Si prende invece "la responsabilità della sua vita", è venuto "senza doppiezze, per proclamare con la vita che il suo Regno è diverso da quelli del mondo, che Dio non regna per aumentare il suo potere e schiacciare gli altri; non regna con gli eserciti e con la forza. Il suo è il Regno dell’amore". È la libertà di Gesù che attira il cuore dei giovani. "Lasciamo che ci vibri dentro - ha detto ancora il papa - che ci scuota, che susciti in noi il coraggio della verità". "Ci serve metterci davanti a Gesù per fare la verità in noi. Ci serve adorarlo per essere liberi dentro, per fare luce sulla vita e non lasciarci ingannare dalle mode del momento, dai fuochi d’artificio del consumismo che abbaglia e paralizza".

E in Gesù il cristiano trova anche il coraggio di andare controcorrente. "Non contro qualcuno, come fanno i vittimisti e i complottisti, che caricano la colpa sempre sugli altri; no, contro la corrente malsana del nostro io egoista, chiuso e rigido, che tante volte cerca delle cordate per sopravvivere. Andare controcorrente per metterci nella scia di Gesù. Egli ci insegna ad andare contro il male con la sola forza mite e umile del bene. Senza scorciatoie, senza falsità, senza doppiezze. Il nostro mondo, ferito da tanti mali, non ha bisogno di altri compromessi ambigui. Per favore, abbiate paura di essere giovani equilibristi. Siate liberi, siate autentici, siate coscienza critica della società. Tanti di voi stanno criticando, per esempio, contro l’inquinamento ambientale. Abbiamo bisogno di questo". "Cari giovani - ha concluso il papa - vi auguro che ciascuno di voi possa sentire la gioia di dire: 'Con Gesù anch’io sono re'. Sono re: sono un segno vivente dell’amore di Dio, della sua compassione e della sua tenerezza".

Al termine della preghiera dell'Angelus Francesco ha ricordato l'odierna Giornata mondiale della pesca rivolgendo un pensiero a "quanti vivono condizioni difficili e a volte, purtroppo, di lavoro forzato". Infine ha incoraggiato nuovamente "le iniziative in atto presso le Nazioni Unite perché si giunga a un maggiore controllo sul commercio delle armi".

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