05/10/2023, 10.48
SIRIA
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Parroco di Aleppo: da terremoto e crisi economica devastazioni psicologiche e materiali

In una lettera il francescano p. Bahjat Karakach parla di una situazione di estrema difficoltà. Vi è una “atmosfera prevalente” di “frustrazione” e una “morsa inquietante” di paura. Garantire le necessità di base una “prova insormontabile”. L’assistenza della Chiesa e la gioia di una comunità per il nuovo vicario. Raid aerei turchi nella zona curdo-siriana.

Aleppo (AsiaNews) - Continuiamo a vivere in circostanze “estremamente difficili”, a causa delle “conseguenze” del terremoto del 6 febbraio scorso che “persistono ancora, colpendo persone di tutte le età” tanto a livello “psicologico” che “materiale”. A lanciare un drammatico grido di allarme sulla situazione in quella che, prima della guerra, era la capitale economica e commerciale della Siria è p. Bahjat Karakach, parroco della chiesa di san Francesco d’Assisi ad Aleppo, in una riflessione inviata ad AsiaNews. Il sacerdote racconta di una “atmosfera prevalente” che è segnata “dalla frustrazione” e dalla “morsa inquietante della paura”, in un quadro generale caratterizzato dal conflitto e dalle sanzioni internazionali che hanno fatto esplodere la “bomba della povertà”,

In queste ore il Paese arabo è investito da una serie di attacchi dell’aviazione turca, che concentra le operazioni nell’area a nord e nord-est dove è stanziata la minoranza curda. Una escalation legata all’attacco del fine settimana scorso ad Ankara per mano del Pkk e sferrato da due attentatori che, secondo l’intelligence turca, sarebbero stati addestrati in Siria. Al contempo si registrano almeno cinque vittime civili nelle operazioni militari effettuate dall’esercito siriano nella provincia nord-occidentale di Idlib, ultima roccaforte controllata da milizie ribelli e jihadisti.

Il parroco e delegato della Custodia per la Siria riferisce che “garantire le necessità di base” della vita quotidiana è diventata una prova “quasi insormontabile” acuita dalla “straziante ondata di inflazione” in atto dal 15 agosto scorso. Ad Aleppo si registrano aumenti nei prezzi di “beni essenziali” come cibo, medicine e forniture per neonati e anziani, compresi i pannolini dell’80-90% mentre quelli del carburante “sono aliti alle stelle di un allarmante 130%”. “Queste difficoltà aggravano - prosegue - le lotte continue causate dalle frequenti interruzioni di corrente e dal caldo soffocante e implacabile, esacerbando ulteriormente la nostra sofferenza”.

Nell’ultimo periodo il governo di Damasco ha aumentato i salari dei lavoratori pubblici, ma il provvedimento si è rivelato inefficace e insufficiente perché il potere di acquisto della valuta locale è crollato. A questo si uniscono gli esorbitanti costi dei trasporti, lo stress psicologico, l’ansia e i disaccordi familiari. Alle criticità la Chiesa si stringe attorno ai fedeli come una “famiglia molto unita” cercando di rafforzare l’impegno per il sostegno e l’assistenza.  

“Una volta - racconta il parroco di Aleppo - mi è stato detto che somigliamo agli otto musicisti del Titanic che, in mezzo al disastro incombente, continuavano a suonare. Allo stesso modo, persistiamo nei nostri sforzi, credendo che le nostre azioni possano essere un’ancora di salvezza per le nostre famiglie in mezzo all’oscurità prevalente. Abbiamo fiducia nell’opera miracolosa” di Cristo, resa possibile dagli aiuti e dall’amore che giungono dai cristiani nel mondo, che è segno di un “amore incrollabile” e di “sostegno e assistenza costante” che permette di “perseverare nella missione di servire i nostri fratelli con gioia e amore”. 

Oltre a ringraziare benefattori e sostenitori che da tempo contribuiscono con beni e denaro alla vita della comunità cristiana di Aleppo, che p. Karakach definisce “profonda espressione di amore”, egli sottolinea la gioia e la festa per il nuovo vicario apostolico dopo un’attesa di oltre un anno. “Nonostante il dolore e le difficoltà che stiamo vivendo” è fonte di grande “gioia” l’ordinazione episcopale di p. Hanna Jallouf, un frate francescano: un religioso del villaggio di Al-Qnayeh (provincia di Idlib), una “terra generosa che ha dato più di 15 vocazioni” fra frati e suore. La sua presenza, conclude il parroco di Aleppo, la sua “perseveranza e dedizione” si sono rivelate fondamentali per “rafforzare la Chiesa nel nord della Siria” durante gli anni “della guerra”.

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