18/10/2008, 00.00
IRAN
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Pesante più del previsto il no dell'Onu alla candidatura di Teheran

Evidente la delusione del regime dei mullah, che si era presentato per un seggio non permanente al Consiglio di sicurezza, come scelta di indipendenza a “certe potenze”, ma ha avuto solo 32 voti, contro i 158 andati al concorrente Giappone
New York (AsiaNews/Agenzie) – E’ stato più netto del previsto il no espresso ieri dall’assemblea dell’Onu alla candidatura iraniana ad un seggio non permanente nel Consiglio permanente. Teheran, che era in competizioone con Tokyo, ha avuto appena 32 voti, contro i 158 andati al Giappone.
 
Iran e Giappone correvano per il posto spettante ad un Paese asiatico, lasciato libero dall’Indonesia. L’Iran aveva presentato la sua caondidatura nel 2007 e l’ha manenuta nonostante sia sottoposto a sanzioni decise proprio dal Consiglio di sicurezza, a causa del rifiuto di Teheran di fermare il programma di arricchimento di combustibile nucleare.
 
Nei giorni scorsi l’Iran aveva presentato la sua candidatura come espressione della resistenza a “certe potenze”. E’ quanto aveva sostenuto proprio l’ambasciatore iraniano in Giappone, le frasi del quale erano state evidenziate dalla ufficiosa Fars: “Se la comunità internazionale vuole provare che non è sotto l’influenza di certe potenze e perseguire una logica politica, deve spianare la strada alla presenza di altri Paesi, come la Repubblica islamica dell’Iran, nel Consiglio di sicurezza”
 
La delusione di Teheran per il risultato del voto è evidenziata da come l’ufficiale Irna ha dato la notizia delle decisioni dell’assemblea dell’Onu. Riferita l’elezione di Giappone, Turchia, Austria, Messico e Uganda, l’Irna aggiunge che “l’Iran era in competizione col Giapone che è già stato nel Consiglio nove volte. Il presidente delll’Assemblea, il nivaraguegno Miguel d’Escoto ha annunciato che il Giappone ha avuto 158 voti ed ha vinto il seggio”. Manca la notizia dei 32 voti avuti da Teheran, ma nel prosieguo dell’informazione da New York si parla della mancata elezione dell’Islanda, “che ha avuto solo 87 voti”.
 
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