Prete cattolico aggredito dalla polizia a Colombo: la protesta dei religiosi
Alcuni agenti fermati e sospesi dal servizio dopo che p. Milan Priyadarshana è stato malmenato mentre rientrava a casa di sera dopo una celebrazione. Questa mattina una dimostrazione silenziosa promossa dall'arcidiocesi di Colombo: "Inammissibili violenze fisiche della polizia contro qualsiasi cittadino: questi abusi devono finire".
Colombo (AsiaNews) - Ha destato vivo scalpore nello Sri Lanka l’aggressione di un sacerdote cattolico che la sera del 24 gennaio è stato brutalmente attaccato da alcuni agenti di polizia. Il prete aggredito si chiama Milan Priyadarshana e presta servizio come assistente responsabile di una tenuta agricola gestita dalla Chiesa a Kotadeniyawa. È stato colpito a Gampaha - una città a nord-est di Colombo - mentre rientrava da una funzione presso la chiesa di Dippitigoda. Al momento dell’aggressione viaggiava in motocicletta ed era vestito con l’abito clericale.
Secondo quanto raccontato da p. Milan, i sospetti avrebbero picchiato il sacerdote e lo avrebbero poi abbandonato sul ciglio della strada. Il sacerdote è stato poi ricoverato all’ospedale di Negombo per le cure. In seguito alla denuncia sei agenti di polizia accusati dell’aggressione sono stati fermati in custodia cautelare fino al 29 gennaio, quando il Tribunale ha disposto che compaiano davanti al prete per l’identificazione. Nel frattempo i sei agenti sono stati sospesi dal servizio.
Per esprimere la propria opposizione a questo attacco violento da parte della polizia e in solidarietà con il sacerdote aggredito, questa mattina il clero cattolico ha organizzato una protesta silenziosa che è durata circa un’ora davanti al Consiglio Municipale di Negombo, lungo la strada principale Colombo-Puttalama. Alla protesta hanno partecipato esclusivamente sacerdoti e religiosi della zona di Negombo dell’arcidiocesi di Colombo.
I presenti hanno recitato il Rosario tenendo cartelli di condanna dell’aggressione con scritte come: “Condanniamo gli abusi fisici e mentali” e “Padre Milan, siamo con te”.
“Ci siamo riuniti qui per affermare che la polizia non ha alcun diritto di infliggere violenze fisiche o mentali a qualsiasi cittadino del nostro Paese, in nessun modo”, ha dichiarato ai media p. Jude Krishantha, responsabile delle comunicazioni dell’arcidiocesi di Colombo. “Vediamo che le indagini stanno procedendo in modo corretto e ne siamo soddisfatti. Ma se oggi un sacerdote ha dovuto affrontare un episodio così grave, pensate che cosa potrebbero dover affrontare in futuro i cittadini del Paese. Per questo abbiamo espresso il nostro sdegno attraverso una protesta silenziosa”.
“Come leader religiosi - ha aggiunto - rivolgiamo un appello al presidente e a tutti coloro che amministrano la legge affinché garantiscano che la polizia non permetta violenze fisiche o mentali contro alcun cittadino, non solo contro un leader religioso. Tali abusi devono cessare se il nostro Paese vuole procedere sulla strada giusta”.
“Condanniamo fermamente questo attacco contro uno dei nostri confratelli sacerdoti - ha dichiarato ad AsiaNews sr. Malathi Dassanayake -. Per mostrare la nostra solidarietà, stiamo protestando in silenzio. Condanniamo qualsiasi attacco alla vita umana, contro una persona disarmata, sia consacrata sia laica”.





