23/02/2011, 00.00
INDIA
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Prima messa dopo i pogrom in Kandhamal, ma preoccupa il problema delle terre

di Santosh Digal
Una comunità di sfollati, proveniente dal villaggio di Batticala, è stata reinsediata a Nandagiri, dove ha celebrato la funzione. Il terreno su cui è stata costruita la cappella è ancora di proprietà statale. Una commissione della Chiesa locale ha chiesto un atto legale che stabilisca il diritto di proprietà della terra, per lo spazio su cui si trova la cappella.
 Bhubaneswar (AsiaNews) – A tre anni dai pogrom in Kandhamal, una comunità di cristiani nativa di Betticalla ha celebrato la sua prima messa nel villaggio di Nandagiri, dove sono stati reinsediati. La funzione, tenutasi il 20 febbraio scorso, è stata “motivo di gioia per tutti noi” come ha dichiarato fratel Markose K.J., che ha assistito i cristiani sfollati nel reinsediamento. Tuttavia la situazione non è ancora stabile, perché – di fatto – la comunità non ha alcun diritto di proprietà sul terreno su cui è stata costruita la cappella. Gli indù del villaggio di Betticalla non aveva permesso ai cristiani di tornare nelle loro case e terre dopo le violenze anti-cristiane di Kandhamal nell’agosto 2008.

Nel frattempo, c’è da risolvere il problema della terra. Non esiste alcuna legge infatti che abilita l’amministrazione del distretto a concedere la terra per la costruzione di una chiesa. Inoltre, la maggior parte dei terreni è di proprietà del governo, dunque nessuno spazio è acquistabile per altri scopi. Un comitato locale ha chiesto la “patta”, un atto che sancisce il diritto di proprietà della terra, per il terreno su cui una cappella cattolica è in costruzione.

“Grazie alla nostra dedizione e all’intervento dell’avvocatura – spiega fratel Markose – 18 vittime provenienti dai villaggi di Nandagir, Bodimunda e Beladadi hanno incontrato il district collector, e tre cristiani hanno avuto un colloquio con il sovrintendente della polizia locale”. Le richieste di case e terreni di queste persone sono state trasmesse, insieme a quelle di altri sfollati, ai funzionari del Block Development Office (Bdo) della stazione di polizia G. Udayagiri. Il Bdo aveva negato a quattro famiglie del villaggio di Beladadi la terza (e ultima) rata di indennizzo per la ricostruzione delle case, dopo aver assegnato loro le prime due. Tuttavia, fratel Markose è positivo circa le risposte che queste famiglie riceveranno.
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